Dream People di Roberto Cancellara

Quando ad Acerenza risuonava l’antica ora italica

Pubblicato da Donato Pepe il 8 luglio 2010

Chi visita il Museo Diocesano di Acerenza, situato nel contesto del castello longobardo può, voltando l’angolo di Via Giacino Albini, osservare l’antica torretta angolare in cui è incastonato un quadrante di orologio in pietra bianca, dai più ritenuto una meridiana.
Il curioso quadrante riporta incisi, ad indicare le ore, solo sei numeri romani: la VI ora in alto e sei gigli ad indicare le mezze ore.
La lancetta, ormai perduta, era unica ed effettuava quattro giri in un giorno.

Non si tratta di una meridiana ma di un orologio meccanico con quadrante “alla romana†segnante l’ora italica.
L’orologio conserva al suo interno l’antico meccanismo composto da una gabbia, tre treni di ruote, alberi e pignoni ancora ben allineati al quadrante. Perfettamente conservata è la ruota partitoria che, con le sue tacche, governava il suono delle campane.
Un tempo il meccanismo funzionava grazie ad un sistema di corde e contrappesi ed occorrevano due cariche manuali al giorno per attivarlo.
Questo tipo di orologio da torretta fu inventato a Roma verso la metà del ‘600 e si sviluppò soprattutto nel Lazio e nelle regioni circostanti. Aveva la funzione di indicare con il suono delle campane le antiche ore italiche che prevedevano la numerazione romana da I a XXIV. La presenza di 24 numeri rendeva difficile la lettura delle ore e numerosi i rintocchi. Dividendo invece il quadrante in sole 6 ore, l’ampiezza tra i numeri si allargava di 60 gradi, quindi l’unica lancetta poteva indicare perfettamente le ore anche a distanza, e la suoneria poteva ridurre il numero dei rintocchi. Il sistema delle sei ore permise inoltre di ridurre l’usura delle campane continuamente percosse dal maglio.
Questi orologi erano destinati ad uso civile o ecclesiastico. In ambito civile segnavano l’apertura e la chiusura della porta delle città segnalando ai contadini che era ora di rientrare dai campi. L’uso religioso era più articolato. Il passaggio della lancetta dalla III alla VI ora e viceversa cadenzava il ritmo delle preghiere che si recitavano ogni tre ore: Il Mattutino alle 3 del mattino, l’ora prima alle 6 del mattino, l’ora terza alle 9 antimeridiane, l’Ora Sesta a mezzogiorno, l’Ora Nona alle tre pomeridiane, i Vespri alle 6 pomeridiane, la Compieta alle 9 della sera. Si pregava quindi ogni volta che la lancetta era rivolta verso l’alto o verso il basso.
Con l’invasione delle truppe napoleoniche nel territorio italiano fu introdotto un sistema di suddivisione della giornata in due intervalli di dodici ore (ore alla francese), sistema poi adottato in tutta Europa. Pertanto lo Stato Pontificio, con una bolla papale di Pio IX, nel 1846 adottò il nuovo sistema di numerazione delle ore abolendo questi orologi.
Angelo Schiavone

La Lucana della porta accanto…

Pubblicato da Alberico Anobile il 19 giugno 2010

Solare,allegra,disponibile: un’intrattenitrice perfetta.
Ecco come si è presentata Arisa,la giovane originale cantante lucana vincitrice della categoria “Nuove Proposte” del 59° Festival di Sanremo, al numeroso pubblico Acheruntino nell’ambito delle festività dedicate a Sant’Antonio di Padova.
Due ore intense di spettacolo nelle quali si sono susseguiti brani con chiare atmosfere jazz,swing,romantiche ed anche un pizzico di reggae.
Un forte richiamo alla musica di altri tempi,con la volontà di mixare passato e presente.
L’artista lucana ha voluta omaggiare due stelle della musica italiana Mina e Modugno con due classici conosciuti in tutto il mondo “Se telefonando” e “L’uomo in frack”.
Tra un cambio d’abito e l’altro Arisa,che ribadisce sempre d’esser rimasta la stessa Rosalba,ha divertito il pubblico con i suoi grandi successi e tormentoni,tre su tutti “Sincerità”,”Malamorenò” e “Pace” ed ovviamente tutti gli altri brani tratti dai suoi due album dove si evince una particolare cura nello scrivere i testi.
Un plauso va agli organizzatori della serata, il Comitato Feste Religiose di Acerenza, che anche questa volta non ha deluso le aspettative del popolo Acheruntino.
L’ultima canzone “Buona notte” è stata dedicata ad una amica,una sorella,una figlia scomparsa ormai 17 anni fa nel sottotetto di una canonica.
Chi pensava di dover ascoltare solo canzonette si sbagliava.

Antonella D’Andria

Festa di S. Biagio a Cancellara: tra benedizione e peccati… di gola

Pubblicato da Alberico Anobile il 8 febbraio 2010

Anche quest’anno, la mattina del 3 febbraio, i bambini di Cancellara sono stati piacevolmente destati dalle note diffuse dalla Banda Musicale durante il tradizionale giro per le vie del paese.
E’ così che hanno inizio i festeggiamenti per S. Biagio, patrono di questo comune lucano, il cui culto risale a molti secoli fa; non tutti sapranno, infatti, che S. Biagio era un vescovo, oltrechè medico, originario di Sebaste – in Armenia – vissuto tra il III e i IV secolo. Fatto prigioniero dai Romani, venne straziato con i pettini di ferro usati per cardare la lana.
I cancellaresi, da sempre devotissimi al loro patrono, anche quest’anno si sono raccolti numerosi nella Chiesa Madre per ascoltare la Santa Messa celebrata da S.E. Mons.Giovanni Ricchiuti – Arcivescovo di Acerenza – cui ha fatto seguito, come previsto dal rito cattolico, la benedizione ai fedeli intervenuti e la solenne processione per le strade del paese con il simulacro del Santo.
Esaurita la dimensione religiosa, tutti a casa per degustare il pranzo dal quale, ovviamente, non poteva mancare la celebre salsiccia – prodotto tipico che da anni si associa alla festività patronale – nota per la sua genuinità e prelibatezza.
Nel pomeriggio, intorno alle 17.30, ancora un appuntamento religioso: la benedizione della gola di cui S.Biagio è protettore e la distribuzione dei panini benedetti; si tramanda, infatti, che S.Biagio abbia curato miracolosamente un bambino che rischiava di soffocare, per aver ingerito una lisca di pesce, invitandolo a deglutire una mollica di pane.
Al termine della celebrazione, è stato possibile visitare la mostra fotografica dedicata a don Giuseppe Libutti, parroco locale morto esattamente 35 anni fa; la mostra, che rimarrà aperta fino a domenica 7 febbraio, illustra le tappe fondamentali della vita di don Peppino, proponendo numerose fotografie di battesimi, matrimoni, comunioni e cresime in cui i curiosi visitatori, con una nota di nostalgia, si sono divertiti a riconoscere amici e parenti. L’evento organizzato dall’Unitre ha previsto, inoltre, una raccolta fondi per i terremotati di Haiti.

Non solo religione e cultura a Cancellara: la regina della serata è stata, come da tradizione, la salsiccia prodotta artiginalmente seguendo con rigore l’antica ricetta. E’ stato possibile gustarla in tutte le salse: nella pasta fatta in casa, sulla pizza o in caldi panini preparati al momento. Salumi e formaggi vari, crostini con olio locale, un buon bicchiere di vino hanno deliziato i numerosi visitatori che affollavano gli stands opportunamente allestiti in Piazza Sedile. E per dessert? Niente paura! Calde e croccanti “crustl”, frittelle tipiche natalizie, hanno soddisfatto i palati più esigenti. Nel contempo il trio “LatinLiscio” ha allietato la serata, spingendo al ballo il folto pubblico presente che ha potuto divertirsi, nonostante i cappotti e le sciarpe ingombranti, tra il tradizionale liscio ed i coinvolgenti ritmi latino-americani. Infine alle ore 23.00, sul castello di Cancellara sono piovuti coloratissimi fuochi d’artificio che hanno tenuto tutti i presenti col naso all’insù. E dopo l’apprezzatissimo spettacolo pirotecnico ancora musica, danze e salsiccia in quantità.

Pertanto, anche quest’anno, bilancio positivo per la festa di S. Biagio testimoniato dalla massiccia affluenza di visitatori che hanno particolarmente gradito questo cocktail dal sapore nostrano, un mix di tradizione culinaria, religiosa, culturale e folkloristica. Per tutti coloro che hanno perso l’evento o che vorranno rituffarsi ancora nella magica atmosfera festaiola condita dai sapori cancellaresi, basterà pazientare fino a settembre quando, molto probabilmente, si terrà la seconda edizione del “SalsicciaFestival”.

Giovanna Pietragalla

Festa di S. Biagio a Cancellara

Pubblicato da Alberico Anobile il 28 gennaio 2010

locandina San Biagio

Cancellara, 3 Febbraio 2010 – Festa di S.Biagio e “Sagra della Salsiccia”

Il 3 febbraio si celebra a Cancellara la festa patronale di San Biagio, Vescovo e Martire. La popolazione è particolarmente legata a questa festività, sia dal punto di vista religioso che gastronomico. La manifestazione ricorre nel periodo centrale del Carnevale, che costituisce il momento più propizio per divertirsi e gustare la famosa salsiccia preparata per l’occasione. Infatti, nella stessa giornata, si festeggia anche la “Sagra della Salsicciaâ€, prodotto tipico di questo incantevole borgo.

Il programma della festa è molto variegato e rappresenta un connubio perfetto tra spirito e palato.

Nella mattinata è previsto il giro della banda musicale che attraverserà ogni angolo del paese per rallegrare gli animi e richiamare i fedeli alla Santa Messa delle ore 11.00, presieduta da S. E. Mons. Giovanni Ricchiuti; successivamente si snoderà, dalla Chiesa Madre, la solenne processione presenziata dal Commissario Straordinario dott. Gerardo Quaranta. Nel pomeriggio, come di consuetudine, si celebrerà nuovamente la Santa Messa, caratterizzata dalla rituale benedizione della gola e dalla distribuzione del pane benedetto. Al termine della suddetta celebrazione sarà possibile visitare una mostra di foto e documenti rievocativa della figura carismatica di Don Peppino Libutti, tragicamente scomparso 35 anni fa, opportunamente allestita presso la sede dell’Unitre.

In serata si svolgerà, in piazza Sedile, un intrattenimento musicale che allieterà i presenti; inoltre, nella suddetta piazza, saranno allestiti degli stands gastronomici presso i quali sarà possibile deliziarsi con la salsiccia locale ed altri prodotti tipici.

Al termine della manifestazione, si potrà ammirare uno spettacolo di fuochi pirotecnici, sullo sfondo suggestivo del castello medioevale.

Programma
Mercoledì 3 Febbraio 2010

  • Ore 08.30 Banda musicale per le strade del paese;
  • Ore 11.00 Solenne celebrazione Eucaristica presieduta da S. E. Mons. Giovanni Ricchiuti – (Chiesa Madre);
  • Ore 12.00 Solenne processione per le strade del paese con il simulacro di S. Biagio presenziata da S. E. Mons. Giovanni Ricchiuti e dal Commissario Straordinario dott. Gerardo Quaranta;
  • Ore 17.30 Santa Messa, benedizione della gola e distribuzione del pane benedetto di S. Biagio (Chiesa Madre);
  • Ore 18.00 Mostra di foto e documenti su Don Peppino LIBUTTI (Sede UNITRE);
  • Ore 20.30 – Festa in Piazza – Degustazione della “Salsiccia di Cancellaraâ€e di prodotti locali – Esibizione di un gruppo musicale -;
  • Ore 23.30 Spettacolo di fuochi pirotecnici.

Goloso week end a Cancellara con il Salsiccia Festival

Pubblicato da Alberico Anobile il 18 settembre 2009

sauzizza

Il grande oratore e filosofo romano Cicerone la sapeva lunga anche in fatto di gusto, infatti, è risaputo, che si faceva inviare dai suoi amici lucani la salsiccia locale. E, come lui, in molti, già ai tempi dell’Antica Roma, apprezzavano la salsiccia lucana che era utilizzata, in sostituzione dei sesterzi, per pagare il dazio ai Romani. Da allora, nonostante i secoli trascorsi, la ricetta di preparazione di tale tipo di salume è rimasta, in vari paesi della Basilicata, pressoché inalterata, soprattutto a Cancellara, dove la salsiccia si distingue per un sapore unico che nasce da una sapiente miscela di selezione delle carni, dosaggio del sale, del finocchietto e del peperone (dolce o piccante a seconda delle preferenze), nonché dalla scelta del luogo idoneo al processo di stagionatura.
Al fine di sponsorizzare tale prodotto tipico, che si è, ormai, guadagnato la citazione nell’Arca del Gusto della Fondazione Slow Food per la Biodiversità, è stato promosso nelle giornate del 12 e 13 settembre 2009 il primo Salsiccia Festival, evento unico nel suo genere, volto a creare “una sorta di incontro multidisciplinare con la salsiccia in maniera assolutamente inedita”, come afferma il sindaco di Cancellara, Antonio Lo Re. Grazie all’impegno di quest’ultimo, nonché di dipendenti comunali, di volontari, ristoratori, commercianti e dell’Associazione “Identità Lucana”, è stato possibile organizzare tale evento che ha riscontrato un vasto apprezzamento da parte della popolazione locale e dei turisti, accorsi numerosi.

Ricco e variegato il programma delle due giornate che ha previsto durante la mattinata e il pomeriggio visite guidate del paese-tra castelli e case della salsiccia, laboratori sulla produzione di tale alimento e lezioni magistrali. Queste ultime sono state tenute da Maria Giuliani, presidente dell’associazione ArteGusto e hanno saputo suscitare un grande interesse da parte del pubblico. Inoltre, durante il corso di questo week end all’insegna della cultura e del gusto, è stato allestito un piccolo set per il “Ciak Salsiccia†che ha consentito ai visitatori di narrare storie e aneddoti inerenti sempre alla salsiccia e alla sua lunga tradizione.

Inoltre, come previsto dal programma del Festival, è stata aperta nei locali comunali la mostra fotografica “Quando il maiale costruisce comunitàâ€, gestita e curata dal Comune di Cancellara con la collaborazione di Vincenzo Mancazzo. La mostra comprendeva una sezione dedicata esclusivamente alle fotografie più o meno recenti sul tema e un’altra sui riferimenti e le curiosità sulla salsiccia e il maiale nella storia, nella letteratura e nell’arte. Infine è stata allestita un’apposita saletta per la visione di un breve documentario girato dal regista Cesare Ferzi sui segreti della produzione della salsiccia cancellarese che, come viene sottolineato, costituisce, ormai da generazioni, un rito profano che coinvolge parenti e amici.

Ovviamente, come in ogni festival culinario che si rispetti, il palato dei golosi turisti è stato ampiamente soddisfatto, infatti, sia il 12 che il 13 settembre è stato possibile gustare la salsiccia locale nelle varie macellerie del paese, oltre che per pranzo e per cena presso i ristoranti cancellaresi dove sono stati proposti prelibati menù che hanno unito antica tradizione e sapiente arte di fantasia culinaria.
La salsiccia, protagonista assoluta dell’evento, nonché uno fra i migliori prodotti agro-artigianali d’Italia, è stata, come facilmente prevedibile, largamente apprezzata al punto che, già prima dello scoccare della mezzanotte della prima serata, era andata letteralmente a ruba.

Gli appuntamenti serali di intrattenimento hanno conciliato gusti diversi: infatti,durante il corso della prima serata, mentre in Piazza Sedile l’esibizione del recital comico musicale “Piume, lustrini e satira†di Lucio Bastolla faceva divertire molti, in via Vittorio Emanuele III° gli amanti della musica e della danza si dilettavano sulle note del trio “LatinLiscio†che si è esibito anche il giorno dopo con pari successo. Varie le sorprese culinarie, fra cui un vassoio, o, per usare il termine dialettale “una spasetta†di frittelle dolci, tipiche del periodo natalizio (le “scurpeddâ€), distribuito gratuitamente da “Mariannaâ€, una delle macellerie del paese.
La sera del 13 settembre le note del “Marco Smiles Jazz Quartet†hanno intrattenuto il pubblico in Piazza Sedile, a partire dalle ore 21.00 circa.

Insomma un appuntamento da ripetersi sicuramente, almeno stando al successo riscontrato, che ha saputo far conoscere l’antica arte della produzione della salsiccia soprattutto ad un pubblico di giovani e di bambini che sono stati particolarmente incuriositi da un maialino esposto in Piazza Sedile. E’, in effetti, da tale animale, apprezzato e screditato alternativamente a seconda dei momenti storici e delle varie culture, che tutto ha origine. Un suino che pare essere stato allevato, inizialmente, in Cina e, diffusosi, in un secondo tempo, in Europa si è rivelato indispensabile per il sostentamento di generazioni di contadini e allevatori. Infatti, come ben sanno i cancellaresi, ogni singola parte del maiale viene utilizzata; a tal proposito, è bene ricordare un passo tratto da un anonimo del IV° secolo in cui si descrive con ironia amara e comicità il testamento di tale suino: “Del mio corpo lascerò le setole ai calzolai, le mascelle ai rissosi, le orecchie ai sordi, la lingua agli avvocati e ai ciarlatani, le budella ai salsicciai, le cosce ai salumai, i rognoni alle donne, la vescica ai fanciulli, i calcagni ai corridori e ai cacciatori, le unghia ai ladriâ€.

In attesa che la salsiccia cancellarese ottenga la denominazione di origine protetta ed un marchio specifico, non resta che continuare a gustarla in tutte le salse!

Giovanna Pietragalla

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