Cu nu se’ t’mbe’cc’, cu nu no t’ spe’cc’!
E siamo di nuovo qui a parlare di teatro, quello vero, quello buono.
Mentre la politica, anche qui quella vera, mette in campo tutto il peso della sua macchina di scena con comizi, contro-comizi, verità differenziate ad uso della destra e della sinistra, raccolte nei sacchetti della spazzatura con il metodo porta a porta che qui, in politica funziona da sempre, la Compagnia di Teatro Parrocchiale acheruntina metta in scena una commedia in due atti, scritta in proprio dagli artisti i quali precisano, con la formula di rito, che ogni riferimento ad eventi o persone è puramente casuale.
Salvatore è un tranquillo agricoltore la cui vita viene improvvisamene sconvolta da alcuni politici che gli promettono i soliti favori in cambio del solito voto suo personale e di tutta la contrada. Allo scopo di trasformare in voti politicamente utili la stima di cui Salvatore gode nella contrada lo convincono a mettersi in lista.
E’ tale l’entusiasmo della gente per l’inaspettata candidatura che Salvatore, stravolgendo i piani dei pupari di turno, viene eletto Sindaco.
Salvatore però non riesce a reggere alla logica del “vedremo”, “speriamo che la giunta approvi”, non regge il peso di questa carica. Così decide di ritornare in campagna dove si riappropria del suo ruolo.
Peccato che i politici, quelli veri, impegnati nella raccolta differenziata dei consensi non abbiano trovato il tempo di vedere la commedia.
Mi sono permesso di ascoltare qualche parere nel pubblico. La compagnia raccoglie un consenso unanime. Qualcuno ha visto tutte e tre le repliche e ne è rimasto entusiasta, qualcuno dice che il teatro è un diversivo per esorcizzare la monotonia della commedia di questi giorni, qualche altro dice che il teatro da vita al paese.
Che dire dunque? viva il teatro e complimenti agli attori che sono anche autori, sceneggiatori e registi. E’ un gruppo ampio ed affiatato nel quale tutti sono protagoisti.






















