Una cartolina da Acerenza a “Sabato e Domenica” su Rai Uno

Pubblicato da Donato Pepe il 9 gennaio 2009

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Per gli acheruntini e per chi lo seguirà, sarà una domenica dal presto risveglio visto che a partire dalle 8,10 (circa) del mattino è prevista la messa in onda su Rai 1, all’interno del format “Sabato e Domenica”, di un servizio-documentario condensato in 7 intensi minuti di racconti acheruntini, dimostrazioni culinarie della tradizione e soprattutto tanta storia, che come è noto, fa di Acerenza uno dei borghi più belli d’Italia. Una iniziativa che nasce direttamente dal regista del programma, Giuseppe di Tommaso, il quale ha voluto rappresentare la Basilicata con il borgo medievale di Acerenza.
Mercoledì scorso la troupe Rai ha girato per una intera giornata all’interno di botteghe, tra antiche arti e mestieri, perché è in questi piccoli borghi che si ritrova ancora l’arte della manualità. Così, per chi volesse scoprire Acerenza nella sua interezza, deve seguire il Virgilio della Rai, il giornalista Paolo Notari, che condurrà per mano lo spettatore, non solo nella maestosa cattedrale e nei carrugi, ma soprattutto nei sapori delle ricette, nel vino e nella tradizione orale.

A rappresentare tutto ciò, i semplici volti acheruntini, che per un momento diventeranno personaggi rappresentativi della terra lucana.

“Il servizio – ci ha detto l’autore del programma Emanuele Mariani -si propone di scoprire e raccontare Acerenza attraverso il suo forte aggancio alla storia ed alla spiritualitĂ , attraverso la memoria dei suoi abitanti e la sua cultura gastronomica”.

E’ stata una bella esperienza, ci ha detto uno dei nostri concittadini, seguire la troupe della rai e riscoprire con i loro occhi la nostra cittadina che riesce sempre ad ammaliare i suoi ospiti.

Enza Saluzzi

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Le foto sono di Michele Di Pietro.

29 novembre. “Petramorphosis” ad Acerenza. Un appuntamento imperdibile!

Pubblicato da Donato Pepe il 25 novembre 2008

La Basilicata, terra di giovani eccellenze, adotta il progetto RelAzioni, scritto dal M° Davide Masarati, Direttore Generale della Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro (Ve) e prodotto dall’ISMEZ/Onlus – Istituto Nazionale per lo Sviluppo Musicale nel Mezzogiorno, in collaborazione con la Regione Basilicata, finalizzato alla promozione e circuitazione dello spettacolo “PetraMorphosis”.
Ideato e realizzato dai 19 allievi del Master Cu.Ma.Bas (Cultural Management Basilicata edizione 2007), PetraMorphosis è un concerto-spettacolo con azione scenica in cui lo spettatore si ritroverà a viaggiare nella dimensione del surreale alla riscoperta della forza evocativa di un territorio, quello lucano, che offre spunti per la riflessione fino ad arrivare alla scoperta della forza primigenia insita nella regione. Di questi, 12 sono i protagonisti di RelAzioni che hanno adattato e rielaborato il concerto-spettacolo messo in scena lo scorso anno. La Regione Basilicata si è impegnata quest’anno a sostenere il Progetto RelAzioni per consentire a giovani futuri imprenditori della cultura di investire le proprie competenze professionali e la propria passione in una terra fertile come la Lucania.
Il tour toccherà 8 Comuni della Regione consentendo la fruizione, gratuita e con prenotazione, di un evento singolare in contenitori importanti: monumenti architettonici, auditorium e teatri. La prima dello spettacolo, che vede anche la collaborazione attiva di musicisti del Conservatorio di Musica “Gesualdo da Venosa” di Potenza, si terrà il prossimo 28 Novembre a Montescaglioso nelle magnifiche architetture dell’Abbazia di San Michele Arcangelo, per poi essere riproposto nel chiostro del Museo Diocesano di Acerenza (29 Novembre), nelle sale dei teatri “F. Stabile” di Potenza (30 Novembre) e “Eden” di Villa d’Agri (6 Dicembre), nel monumentale Castello Federiciano di Lagopesole (7 Dicembre), nel Centro Sociale “P. Sacco” di Rionero (8 Dicembre) e nel Chiostro dei Padri Francescani a Salandra (13 Dicembre). Il tour si concluderà il 14 Dicembre a Matera, nella Chiesa di San Pietro Barisano.

Per informazioni e prenotazioni: 340/36.79.372; serenafabrizio@virgilio.it

Dario Vergassola a Banzi

Pubblicato da pharmak0n il 21 agosto 2008

Dario Vergassola è uno comico spezzino famoso per le sue interviste irriverenti nella trasmissione di Serena Dandini “Parla con me”.

La sera del 19 Agosto ha proposto a Banzi uno spettacolo tutto da ridere. Tra gossip sui VIP, retroscena di interviste, storie di vita contadina ha deliziato il pubblico per piĂą di un’ora senza mai mostrare segni di cedimento nonostante lo stile di recitazione veloce e incalzante.

Vergassola non ha risparmiato nessuno, bersagli d’eccezione sono stati anche il sindaco e il tecnico delle luci, presi di mira da una serie di battute d’effetto dall’applauso assicurato.

Al termine dello spettacolo il comico si Ă© mostrato estremamente cordiale brindando con i presenti al bar e destreggiandosi in gare improssivate di calcio balilla.

La serata è stata organizzata dall’Associazione Giosef Banzi.

Inventum est corpus Sancti Canionis (1087)

Pubblicato da Donato Pepe il 21 luglio 2008

Dopo 300 anni Viene ritrovato dall’Arcivescovo Arnaldo il corpo di San Canio. Un volo di falcone informa Roberto il Guiscardo dell’evento. Il principe normanno accorre ad Acerenza ed offre ad Arnaldo una ingente somma di danaro perchè si costruisca sul posto una grandiosa cattedrale sulle reliquie del Santo Patrono.

L’arcivescovo Arnaldo apre solenni festeggiamenti, accorrono le confraternite dai centri del Vulture Alto Bradano, per trasportare le pietre che serviranno per la costruzione della maestosa Cattedrale.

Il Palio della Pietra rinnova oggi nella scenografia dello stupendo centro storico di Acerenza questo evento straordinario.

Da Monterevèine so’ menoute re prete

le mastr’ scarpellèine r’hanne lavorate

s’acchiarene a l’Aggerènza la matèina

sènza sapere chi r’avèia pourtate.

La lauda della Cattedrale, comunemente conosciuta come la storia di San Canio racconta lo stupore di un evento che ha il sapore del mistero, come è stato possibile portare sulla cuspide dell’altopiano di Acerenza tutto il materiale litico occorrente per la costruzione di una fabbrica così imponente.

Il Palio non svela il mistero ma ne da una plausibile chiave di interpretazione. La generositĂ  e la sinergia di tutte le risorse umane presenti sul vasto territorio lucano organizzate dalle confraternite realizzano il miracolo. Ma il Palio non vuole essere soltanto una rievocazione. Va anche letto come una possibile prospettiva di apertura al futuro e chiamare tutte le risorse umane disponibili sul territorio per impegnarle in un grande progetto di rilancio civile, sociale ed economico del mezzogiorno d’Italia.

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