
Riceviamo e poniamo alla vostra attenzione un messaggio e tre foto inviatici da una nostra concittadina che affronta una questione che crediamo molto attuale e importante, cioè quella della raccolta differenziata e del corretto riciclo dei rifiuti.
Cari bloggers acheruntini, vi mando alcune foto scattate in data 18/04/2009, dei bidoni della raccolta differenziata locati in Piazza Sandro Pertini.
E’ un modo incivile e disgustoso di raccogliere i rifiuti, ma la responsabilitĂ non è solo dei cittadini: anche l’amministrazione comunale ha le sue colpe.
Gentilmente vi chiedo di fare possibilmente una petizione on-line affinchè:
1) Il comune solleciti gli enti predisposti allo svuotamento dei bidoni in tempi ragionevoli e non saltuari e magari attuare una campagna d’informazione (perchè da quanto vedo, la gente è abbastanza ignorante in materia);
2) Fare multe alle persone che non utilizzano bene i bidoni o che lasciano le buste in mezzo alla strada (lasciare rifiuti sul suolo pubblico è reato.);
3)Far capire ai cittadini che il suolo pubblico non è adibito alle discariche abusive;
4) I bidoni devono essere cambiati perchè sono rotti, soprattutto quelli della raccolta del vetro, ci sono pezzi sparsi per tutta la strada, e se qualcuno cade e si ferisce in modo grave?? Chi paga?
Siamo sicuri di essere uno dei borghi piĂą belli d’Italia?? I turisti secondo me restano alquanto perplessi….
Siete liberi di pubblicare la mail per intero e vi invito a riflettere seriamente su questo disagio.
Cordiali saluti
Maria Antonietta Forenza


BenchĂ© non rientri nel nostro ruolo promuovere petizioni online, riteniamo di condividere le preoccupazioni e le proposte di Maria Antonietta Forenza. Al di lĂ del decoro urbano e dei pur importanti risvolti igienici ben evidenziati dal testo e dalle fotografie, vogliamo sottolineare come il tema dello smaltimento dei rifiuti costituisca un’opportunitĂ di crescita civile e ambientale. Tanto per fare alcuni esempi:
- la raccolta differenziata può anche generare profitto: non ci riferiamo alla produzione di energia elettrica mediante incenerimento, che resta molto controversa, ma per es. all’estrazione e rivendita di materiale preziosi come rame, oro, ecc. presenti in dispositivi tecnologici, al recupero di pneumatici per la produzione di asfalti di ultima generazione, alla produzione di filati da materiali plastici, alla trasformazione dell’umido in compost per la concimazione dei terreni, ecc. Ci sono centinaia di esempi di questo tipo, e tante societĂ giĂ attive in Italia e nel mondo.
- la raccolta differenziata può avere risvolti sociali: per esempio è possibile recuperare abiti, computer e altri oggetti ancora utilizzabili per donarli a persone bisognose, a scuole, ecc. senza bisogno di condannarli a una morte prematura in discarica.
- la raccolta differenziata può diventare arte: è in costante aumento il numero di artisti che ricorrono a materiali di risulta (ferro arrugginito, bottiglie di plastica o altri materiali) per produrre opere d’arte che riescano al contempo ad avere un valore artistico e a sensibilizzare il pubblico sul tema dello spreco e del recupero.
Per ottenere buoni risultati, le istituzioni e le societĂ di smaltimento devono fare la loro parte non solo provvedendo alla raccolta vera e propria, ma anche informando correttamente la cittadinanza:
- molte societĂ di raccolta, differenziazione e smaltimento rifiuti producono depliant che sono poi recapitati ai cittadini generalmente insieme alla pagine bianche/gialle o in altro modo, in cui vengono spiegate le procedure corrette di raccolta. Esiste qualcosa del genere ad Acerenza?
- è fondamentale operare rilevamenti periodici della percentuale di rifiuti differenziati e fissare obiettivi a medio e lungo-termine. Ci sono alcuni comuni in Italia che superano addirittura l’80% di raccolta, pure Milano che è una metropoli supera il 50%, a che punto è Acerenza? Dove può arrivare?
- è importante coinvolgere i cittadini: alcuni comuni del Trentino Alto Adige diminuiscono individualmente la tassa comunale dei rifiuti in ragione del peso di raccolta differenziata effettuata da ciascuno.
Infine è giusto enfatizzare che tutto ciò sarebbe comunque inutile senza l’impegno e il buon senso di ciascun cittadino. Siamo tutti coinvolti ed è giusto che tutti collaborino, visto che le conseguenze ambientali, sanitarie, economiche, estetiche, ricadono su ognuno.