Progetto “Acerenza diffusaâ€
Caro Donato,
ho letto l’appello che ha inviato dalla lontana Argentina il Sig. Mathias Caramutti e non posso fare a meno di ritornare su un argomento che ho già avuto modo di trattare in qualche altra occasione ed anche su questo blog.
Vivo da molti anni lontano da Acerenza, ma conservo affetti ed interessi che mi portano a ritornare in paese e, comunque, a tenermi informato sullo stato delle cose e sui progetti di sviluppo della comunità .
Appartengo, quindi, a quella nutrita schiera di “Acheruntini non residentiâ€, che con il loro paese di origine conservano forti legami di memoria, di affetti o di interessi.
Personalmente credo che questi nostri concittadini possono rappresentare anche una risorsa economica per Acerenza e per la comunità dei residenti.
Questa “Acerenza diffusa†in Italia e nel Mondo si può sommare alla “Acerenza dei residentiâ€.
Ma deve essere scandagliata, identificata scientificamente e coinvolta in un progetto di sviluppo culturale ed economico del loro paese di origine, dopo averne sondato i bisogni di ricongiungimento.
Bisogna, però, coinvolgere anche i nostri giovani!
Si può pensare, quindi, anche ad un progetto che veda il coinvolgimento dei nostri ragazzi. Ad esempio, nel periodo estivo, si può pensare di ospitare ad Acerenza in famiglia i figli (o i nipoti) di alcuni di questi nostri concittadini che vivono all’estero e che non hanno mai visto il paese d’origine dei loro parenti o antenati.
Durante il soggiorno potranno imparare l’italiano. La scuola locale potrebbe essere coinvolta per qualche attività didattica di insegnamento della nostra lingua.
E, poi, l’estate successiva i nostri giovani saranno ospitati all’estero dai loro nuovi amici, che vivono nella “Acerenza diffusa†che si trova in Francia, Belgio Canada, Argentina ed altre nazioni.
Così si rinnoverebbe un legame di ricongiungimento, ma con “nuovi e giovani concittadiniâ€.
Segnalo alla riflessione comune che questi nostri concittadini di “Acerenza diffusa†(con i loro amici e conoscenti) possono essere i primi ed i migliori “Clienti del Borgo Albergoâ€. Poi devono arrivare anche gli altri portati dal turismo culturale, dal turismo religioso, dal turismo eno-gastronomico, dal turismo di prossimità , etc.
Un ruolo di capofila nella gestione di un simile iniziativa potrebbe essere svolto dall’Associazione culturale di Acerenza.
Mentre un forte supporto alla individuazione di tutte le comunità di Acheruntini diffuse in Italia e nel Mondo potrebbe essere fornito da un nostro concittadino, il Dr. Nicola Di Pietro (fratello di Michele Di Pietro), ex dirigente regionale che vive a Potenza, che per motivi di lavoro ha conosciuto tutte le associazioni dei lucani nel mondo e, quindi, ha incontrato molti dei nostri concittadini che vivono nella “Acerenza diffusaâ€.
Da parte mia, metto a disposizione da subito il mio piccolo contributo di partecipazione a questa iniziativa.
Dino Salese













