Inaugurata ad Acerenza la galleria d’arte “Porta Coeli”
E’ stato inaugurato ad Acerenza un nuovo spazio che intende porsi come punto di riferimento culturale per la collettività cittadina e come stimolo per la promozione di una lucanità più moderna ed avvertita. La Lucania difetta di consapevolezza ed autonomia nel rapporto con le regioni contermini, con l’Italia e con l’Europa. Ciò è dovuto ad un intreccio di motivazioni, fra le quali la più importante è la pesante situazione di stress che vive nel quotidiano. Secondo gli antropologi la comunità è un essere vivente e la sua salute dipende in maniera determinante dalle risorse interiori di cui dispone. La cultura e la dimensione sacrale della vita sono appunto le più importanti risorse spirituali di una comunità . Esse consentono di risolvere positivamente le situazioni di crisi, di affrontare le difficoltà economiche, la fatica di vivere in un ambiente culturale dove i valori aggreganti, che fungono da tessuto connettivo della comunità , sono appannati o addirittura spenti.
L’iniziativa promossa da Aniello Ertico, con il fattivo patrocinio dell’amministrazione comunale, consiste nella organizzazione di una galleria d’arte, dotata anche di una esposizione permanente di arte sacra specializzata nella documentazione della pietà popolare.
Mario Trufelli, che ha coordinato il convegno di apertura, ha detto che questa iniziativa è importante, originale, feconda di futuro. E’ stata collocata ad Acerenza perché qui aleggia un’atmosfera impregnata di cultura, arte e storia.
Non si tratta però di una iniziativa di valore localistico ma regionale perché è in grado di coinvolgere intorno alla propria attività uomini di cultura ed artisti anche di livello internazionale.
Quando Trufelli passa ad Ertico il microfono questi esordisce con il dire: “Nessun vento è buono per un marinaio che non sa dove andare. Questa iniziativa non nasce da un sogno ma da un preciso progetto. Abbiamo dovuto attendere il vento favorevole, la disponibilità dell’amministrazione comunale, l’aiuto prezioso di molti amici. L’idea nasce nel 2008, quando organizzai ad Acerenza una mostra fotografica che aveva come tema il deserto lucano. Una delle mie fotografie, quella che amavo di più, arrivò all’esposizione senza titolo. Vennero a vedere la mostra due donne acheruntine di oltre ottant’anni. Una di queste rimase ferma di fronte a quell’immagine poi, dopo un lungo silenzio, disse con un fil di voce: “Ecco questo quadro è la sete di Cristo in Croceâ€. Quella sera trovai finalmente il titolo più appropriato alla foto che sentivo più mia. Capii anche come nella pietà popolare c’è una profonda consapevolezza ontologica ed antropologica. Così nacque l’idea di questa iniziativa. Ho coinvolto in questo progetto le migliori espressioni dell’arte lucana.”
C’è nelle opere di Antonio Masini un substrato etnico, ci sono anche le grandi suggestioni del mistero della vita. L’arte di Masini è un poema epico che narra l’avvincente avventura dell’uomo che abita queste terre. Masini alita sulle sue figure la sua anima e partecipa loro un profondo travaglio esistenziale.
Antonio Masini, una delle più prestigiose firme dell’arte contemporanea, è nato a Calvello, è presente fra noi stasera ed inaugura la galleria d’arte con un’ampia selezione delle sue pitture, e quando Trufelli lo invita a dare un saluto ed un messaggio ai circa 200 convenuti egli esordisce: “Siamo stanchi della superficialità arrogante che ci opprime in questo periodo di profonda decadenza civile e culturale. La rinascita può venire solo dal basso. Non sarà possibile un nuovo risorgimento che non si alimenti alle radici della nostra cultura e della nostra storia. Per questo mi sono lasciato coinvolgere in questa iniziativa. Le opere esposte qui, sono una silloge, una sintesi, della mia esperienza che posso tentare di riassumere in poche parole: Se c’è qualcosa di grande in assoluto è la poesia. L’amore è un’infiorescenza che nasce dentro di noi come ποίησις, ispirazione e contenuto dell’arte. Altri assoluti io non ho, il mio compagno di viaggio è il dubbio. Tra le mie opere c’è una pietra rotonda, somiglia all’òµφalós, ombelico, luogo sacro alla vita. Noi siamo tutti alla ricerca di questo dio ignoto perché siamo alla ricerca di noi stessi. Per questo sono qui stasera insieme all’amico Ertico. Questo progetto fa vibrare le corde più profonde della mia anima.â€
La Galleria “Porta Coeli†ospita anche delle opere di Gustavo Costanzo Luis che espone le sue icone sacre. L’artista argentino trascorre lunghi periodi in terra lucana, a San Fele, perché questa terra è pregna di spiritualità . Chi pratica larte dell’iconografia sacra vive nel continuo sforzo di allontanarsi dalla dimensione materiale per lasciarsi permeare dalla spiritualità . Come il tuorlo d’uovo amalgama i pigmenti colorati, la spiritualità amalgama l’umanità con la divinità di Cristo. Le icone non sono firmate dall’autore perché non appartengono più alla dimensione umana, ma alla dimensione spirituale nella quale si esprime la creatività dell’amore di Dio.
A conclusione della manifestazione Ertico, mentre prende atto che questa sera ad Acerenza sono convenuti da molti comuni della regione, auspica che, intorno a questa iniziativa, maturi una nuova sensibilità dell’unità del territorio e della sua cultura, tanto da poter promuovere una nuova lucanità . Naturalmente gli acheruntini, orgogliosi di ospitare la Galleria d’arte “Porta Coeliâ€, salutano calorosamente tutti gli ospiti, gli amministratori dei diversi comuni qui convenuti, i vertici regionali dell’arma dei Carabinieri e si associano agli auguri di Ertico al quale rivolgono un cordiale ringraziamento per aver scelto Acerenza come sede della Galleria d’arte.
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