Erice, Bertinoro, …, Acerenza?
Per motivi di lavoro mi è capitato di recarmi in due località molto distanti, Erice in provincia di Trapani e Bertinoro in provincia di Forlì-Cesena, ma accomunate da una scelta analoga.
Innanzitutto si tratta di due paesi abbastanza piccoli, ciascuno arroccato in cima a una collina (poco agevole da raggiungere in auto, a più di un’ora dall’aeroporto più vicino), con centro storico di grande interesse e dal tipico impianto medievale (molto ben tenuto, benché scarsamente abitato), caratterizzato da una enogastronomia di qualità e dai sapori molto “generosi”….vi ricorda niente?
Ebbene, Erice e Bertinoro sono stati scelti per diventare dei luoghi di rappresentanza di importanti enti culturali.

Bertinoro
A Bertinoro l’Università di Bologna ha impiantato il Centro Residenziale Universitario, che organizza decine di congressi e che ospita ogni anno una scuola di dottorato per dottorandi in Informatica organizzata dal BICI.

Erice
Erice è forse più noto in quanto paese natale del fisico Zichichi, che vi ha fondato il Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana. Tra le attività del centro figura l’organizzazione di moltissimi convegni di respiro internazionale, in fisica, medicina, matematica, informatica, ecc.
Quel che mi preme qui non è tanto dilungarmi sulle attività culturali che si svolgono a Erice e Bertinoro, bensì ragionare sul loro modello di sviluppo. Questi due paesini sono stati trasformati nel “salotto buono” di altrettanti istituti culturali, dotati di organizzazione perfetta (spesso i convegni arrivano a durare anche una settimana, e i convenuti dispongono di buoni pasto da spendere nei ristoranti locali) e di strutture ricettive di alta qualità che, collocate in splendidi contesti medievali (ex conventi, chiese, palazzi nobiliari, …), risultano semplicemente indimenticabili, specie al visitatore straniero che viene per partecipare all’ennesimo convegno e si ritrova immerso in un’atmosfera da “cartolina”. Ogni anno giungono a Erice e a Bertinoro migliaia di ricercatori da tutto il mondo, molti di loro ci torneranno volentieri per una seconda, terza visita (magari approfittando di un convegno, magari portandosi dietro la famiglia) e comunque tutti diventano veicolo di diffusione della fama di queste due località .
Quindi gli ingredienti per il successo di queste iniziative sono stati: la scelta oculata di un luogo appropriato, un importante investimento iniziale, credo soprattutto a opera di enti pubblici (amministrativi e universitari), l’aggancio con un ente culturale di una certa caratura e in grado di organizzare un numero importante di eventi ogni anno.
Tornando a noi, esiste qualcosa di analogo in Basilicata, nei pressi di Acerenza? Se pensiamo a Castelagopesole, che con il restauro del castello federiciano è diventato un importante punto di riferimento per varie iniziative, ci troviamo di fronte a un piccolo esempio di connubio tra patrimonio storico-artistico e attività culturali. Si tratta comunque di qualcosa di diverso e non paragonabile al modello di città -convegno di cui si è detto.
Questo post vuole essere una piccola provocazione e un invito alla riflessione: ad Acerenza si sta lavorando per il “borgo albergo” (il cosiddetto albergo diffuso), e se invece di destinarne l’uso ai privati si pensasse a un modello tipo Erice-Bertinoro? Esistono in Basilicata altri comuni che potrebbero diventare dei “salotti di rappresentanza”? Esistono enti culturali (penso in primis all’Università degli studi di Basilicata) ed enti amministrativi (la regione, le comunità montane) interessati a investire in un simile progetto? E poi, è giusto che queste località ospitino di volta in volta le menti più colte e raffinate del globo senza che questo si traduca in un “ritorno” culturale sul territorio? Ovvero, è possibile pensare a un modello diverso, in cui i locali non vengano interessati dalle attività culturali solo per il loro indotto economico?





