……ed è ancora Poesia.

Pubblicato da songlines il 9 giugno 2008

Ieri sera, alle ore 18:00, nella sala consiliare del Municipio di Melfi si è svolta la cerimonia di chiusura dell’Anno Accademico 2007/08 dell’Università Popolare Saverio Nitti di Melfi.
Organizzata dalla Presidente dell’Università Popolare, Dott.ssa R.Zinna Berardi ,la cerimonia ha visto l’intervento di numerose Autorità istituzionali. Sono infatti intervenuti il Sindaco e l’Assessore alla cultura del Comune di Melfi F. Navazio e G. Carbone Pecce , l’ Assessore alla cultura e formazione della Provincia di Potenza A. Salvatore, il Presidente del Distretto Scolastico Provinciale di Potenza I. Insetti e il Prefetto della Provincia di Potenza, Dr. Mauriello.
L’evento ha consentito una esposizione chiara ed esaustiva dei numerosi corsi attivi nell’Ateneo, forte di un’esperienza maturata nel corso di ben undici anni di vita. I rappresentanti istituzionali hanno colto l’occasione per ringraziare l’azione di promozione culturale svolta dall’Università, rimarcandone il forte legame al territorio e alla concretezza.
Poi, il registro è cambiato, l’emiciclo gremito di gente si è come trasmutato in un antico anfiteatro greco….. ed è stata ancora Poesia !
Il proscenio ha infatti accolto la bravissima attrice Simonetta Rizzitiello che ha recitato con pathos e trasporto totali ben sette poesie tratte dalla silloge Emissione Massiva del poeta Aniello Ertico. Ossessiva e graffiante l’interpretazione di Pan, un volo dolce Barbagianni, sensazione di impotenza al cospetto di Monte Caruso e di durezza ed estraneità in Basentello.
I presenti sono stati rapiti dalla musicalità, dal ritmo e dalla ricerca del vero che caratterizza la poetica di Ertico e, come ha dichiarato lo stesso poeta, si è appagato un bisogno della società contemporanea, ma credo dell’Uomo da sempre, il bisogno di emozionarsi con “poco†: la Poesia, la sublime arte del raccontare e del raccontarsi che ancora una volta ha confermato la sua forte capacità attrattiva, come testimoniato dalle oltre duecento persone presenti.
Concludo con le parole di Mario Ciola, convenuto a dare il suo straordinario e coinvolgente intervento critico all’opera di Ertico : “ Nello è in prospettiva un Poeta lunare, di un mondo pietrificato dove tutto sta e bastaâ€. Sono certa che l’emozione che ieri sera la Poesia ha trasferito negli animi dei presenti sta, senza un perché, senza una motivazione unanime e concorde…sta e basta !

Francesca De Trana

Un primo, significativo, riconoscimento letterario ad Aniello Ertico

Pubblicato da admin il 15 dicembre 2007

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Sabato 15 dicembre, a Modica, in provincia di Ragusa, ad Aniello Ertico è stato conferito un prestigioso premio letterario dall’ “Accademia Internazionale Arti Scienze e Lettere Contea di Modicaâ€.
I componimenti premiati fanno parte silloge “Emissione Massivaâ€, edita a Roma lo scorso febbraio presso Edizioni Progetto Cultura (www.progettocultura.it), e già giunta alla terza edizione.
Ricordiamo che il volume fu presentato ad Acerenza a metà marzo, e che per mesi interi ha animato questo blog suscitando grande interesse da parte dei numerosi lettori.
Il trentaquattrenne direttore di filiale bancaria si è piazzato bene in due delle sotto-sezioni dedicate alle lettere “Trittico Accademico Contea di Modicaâ€; ed oltre ad ottenere i dovuti riconoscimenti simbolici, è stato fregiato dell’ambito titolo di ‘Accademico Associato della Contea’.
I brani scelti dalla selettiva giuria siciliana sono “Imbarcadero†(1° classificato nella sezione ‘Poesia per la Pace), e “Monte Caruso†(4° posto in ‘Poesia religiosa’). Oggettivamente, due fra i più belli dell’intera raccolta
Un successo in cui l’autore può specchiarsi attraverso la limpidezza dell’ultima strofa di “Imbarcaderoâ€, che recita: “Rividi nell’aria l’uomo che sono/ in un baleno d’istante./ Da quel gradino scendendo/ in quel momento…/ sull’imbarcadero al tramontoâ€.
“Dolce notte di un Dio/ bellissimo e difficile/ che mi annega†– volendo usare le parole di “Monte Caruso†– quella di sabato a Modica: un premio davvero speciale e senza dubbio meritato.

Gianrocco Guerriero

Le due poesie premiate

Monte Caruso

L’afa gira sempre e copre.
Grillo pazzo, taci
Ora che ti scopro ad infastidire
Le anime sottili.

Velo di morbide notti.
Nero dolce in zucchero di luna ferma.
Mondo finisci ora.
Dolce notte di un Dio,
Bellissimo e difficile che mi annega.

Imbarcadero

Nel pomeriggio di Pat,
Dispiegai ali al vento.
Sull’imbarcadero al tramonto.
E respirai l’aria che,
Ti assicuro,
Alla velocità d’uomo volante
Punge finanche d’estate.

Ed in volo rapido e sicuro mi rivolsi alla riva
Ed al pontile riverniciato
Male e da poco.

Rividi nell’aria l’uomo che sono
In un baleno d’istante.
Da quel gradino scendendo in quel momento…
Sull’imbarcadero al tramonto.

Presentato a Genzano di Roma “Pagine acheruntine” di Domenico Gilio.

Pubblicato da Donato Pepe il 20 ottobre 2007

Il 4 ottobre a Genzano di Roma è stato presentato, in una bellissima cornice di pubblico, di studiosi e di amministratori dei comuni di Ariccia e di Genzano di Roma, il libro del nostro concittadino Domenico Gilio. Uno dei relatori Adeo Viti ci ha inviato questo comunicato stampa che pubblichiamo volentieri.
In Wiki nella sezione letteratura trovi il curriculum, le sue opere ed alcune liriche dell’autore.
Cogliamo l’occasione per fare ancora una volta i complimenti a Domenico Gilio e ringraziarlo per portare alto il nome di Acerenza.

La gloriosa Acerenza ha brillato la sera del 4 ottobre 2007 nella sala delle conferenze della Banca di Credito Cooperativo G. Toniolo di Genzano di Roma, gremita del pubblico accorso alla presentazione del volume di poesie Pagine Acheruntine di Domenico Gilio – Editore R. Risa – Roma ed alla presenza del Presidente della stessa Banca e dei Sindaci e degli Assessori dei Comuni di Genzano di Roma e di Ariccia.

Dalle parole dei Relatori, Getulio Baldazzi, Luca Leoni e del Sottoscritto e dalla lettura delle liriche è emersa la bellezza dei versi di Gilio, efficaci e prorompenti come la roccia acheruntina e il suo universo spirituale, complesso e cristallino, frutto di una ricerca rigorosa e innovativa sul senso del vivere umano, che attinge alle antiche fonti della nostra tradizione filosofica e religiosa. Così, di fronte alla mutevolezza del mondo attuale che crea spaesamento e conflitti sociali, si è diffusa la proposta del poeta che invita a riscoprire le essenze delle cose oltre le loro fugaci apparenze; a riattivare la capacità di percepire le cose stesse al loro stato puro, originario, nascente.

Dalla mia relazione, in stretta aderenza alle liriche commentate, si è potuto anche ammirare: la maestosità del borgo di Acerenza; la Cattedrale, capolavoro unico di tutto il meridione; la fontana di S. Marco, che si erge solenne come un pantheon alle divinità terrestri; l’avvicendarsi delle mutevoli stagioni, che sono i temi, intorno a cui si concentra la riflessione del poeta, che esprime profondi legami con i suoi luoghi di origine e sofferenza nel constatare come in breve tempo sia tramontata la cultura contadina e la sua antica saggezza.

Gilio non esprime nostalgia, ma il rammarico che, con il tramonto dei costumi e del modo di vivere dei contadini, si è perduta per sempre anche la loro percezione del mondo ed i legami che univano il mondo animale e vegetale alla loro vita. Si è perduto infine il loro linguaggio ricco e figurato; la loro capacità di dare nomi appropriati ad ogni cosa.

Tutti i cittadini e in particolare gli Acheruntini presenti in sala, allietati anche dalle note dell’organetto, che ha aggiunto suggestioni di musica popolare all’evento, hanno manifestato grande soddisfazione, per quest’esperienza, fuori dell’ordinario.

Adeo Viti

“Pagine acheruntine” di Domenico Gilio

Pubblicato da Donato Pepe il 8 maggio 2007

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Carissimo Domenico,
Un giorno decidesti di partire, come tantissimi altri nostri concittadini emigrati, grazie al tuo impegno, alla tua intelligenza hai trovato il successo inserendoti nella dimensione metropolitana, ma la musa che ti ispira nei momenti di silenzio e di quiete è ancora Acerenza.

E qui che si rifugia il tuo spirito in una sorta di incantamento, di sensazioni primigenie, ancestrali. Non si tratta , credo, di nostalgia, ricordo, ma legame attuale, forte, sulla base di una identità mai rinnegata, una corrispondenza sempre viva.

Ti ringrazio per il dono del tuo ultimo libro, ti ringrazio soprattutto per avermi avvertito come vita, passione, respiro di questa comunità di cui insieme ci alimentiamo come gemelli allo stesso seno.

Mi piacerebbe offrire ai nostri giovani come esemplare testimonianza la vitalità di questa musa che respira in te che scrivi, in me che leggo. Mi piacerebbe che questa nostra corrispondenza fosse icona di quello stesso viscerale amore e di quella stessa passione che unisce tutti gli acheruntini ovunque dispersi nel mondo come un ritornare a dissetarsi alla fonte di San Marco, o della Pila, ad ascoltare il respiro profondo di storia che anima la roccia e le pietre del Centro Storico.

Questa estate presenteremo questo tuo nuovo libro di poesie, e assaporo già la gioia di rivederti, riabbracciarti ma soprattutto ascoltare dalla tua voce quel senso di mistero che con le sue radici penetra la roccia, e con le sue chiome si orienta alla luce, penetra il silenzio, dialoga col vento.

A presto!
Donato.

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Emozione e poesia.

Pubblicato da Donato Pepe il 18 marzo 2007

Non sono un poeta, nè un critico letterario, rimandiamo pertanto a successivi post questi due aspetti affidandoli agli esperti che hanno voluto ed organizzato una magnifica serata   presso la sala congressi del complesso Gala di Acerenza.

L’evento non è stato organizzato dalle istituzioni, ma semplicemente da un gruppo di amici di Aniello Ertico. 

La parola poeta ci evoca l’idea di uno sguardo che travalica le siepi, una testa canuta,  irrimediabilemte ammalata di solitudine. Aniello è un ragazzo gioviale, di successo, trent’anni, direttore di banca, ama l’antiquariato, la fotografia, la musica, la poesia. 

Un discreto invito e duecento persone si muovono sui tortuosi sentieri dell’alto Bradano per dar vita ad un evento che ha dosato sapientemente musica, suggestioni visive,  trame  di pensiero libero, in ritmi evocati dalla magia della parola che ti consentivano di percepire i dinamismi vitali dell’anima.  Ero tra il pubblico e mi sono sentito attraversare da emozioni profonde, che sentivo condivise da tutti, donne, uomini, giovani e meno giovani.

La proposta di Ertico è di ridare senso alle parole, la ricerca di parole vere, fragranti. Il poeta sa che oggi molti si lasciano suggestionare dal "leone" che per quanto bello sia "puzza sempre". Puzzano le emozioni indotte, allucinate, le emozioni forti, proprie del felino, che narcotizzano la tua paura con l’onnipotenza  perversa dell’aggressività e della trasgressione.

Ertico come Dante propone  la bellezza, la grazia, la fragranza della poesia come verità che salva dalle insane brame della belva.

Voglio chiamare la "grazia" per nome 
E la bestia, "bestia".

 

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