I lucani a Castelnuovo. Un felice esempio di integrazione.

Pubblicato da Donato Pepe il 18 ottobre 2008

Tonino di Bono, acheruntino doc, emigrato da molti anni, ci ha parlato della sua esperienza di integrazione in un piccolo comune del Piemonte che caratterizza la propria identitĂ  civile nel culto della vite e delle tradizioni contadine. Quello che sorprende di questa piccola comunitĂ  del nord è l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati dalla Lucania.

A Castelnuovo il folklore è centrato appunto sulla viticultura, i due personaggi simbolo della comunità sono:


MonsĂą Freisa e Madama Malvasia.

Tonino Di Bono ne parla come due personaggi identitĂ  nei quali si identificano tutti a Castelnuovo, persino gli immigrati. Eccoli inquadrati nel gruppo folkloristico del paese.

La cosa davvero interessante è che il folto gruppo di immigrati lucani ha organizzato a sua volta un coro lucano che partecipa con grande successo alle manifestazioni folkloristiche locali e regionali.

Queste immagini sono tratte da un depliant di promozione redatto dal comune in occasione della IV edizione della Festa del Folklore. Come si vede i cittadini di questo piccolo, ma moralmente e culturalmente GRANDE PAESE, hanno saputo valorizzare la tradizione per promuovere l’economia, hanno inoltre saputo fondere nei processi di identitĂ  civile le proprie tradizioni con quelle degli immigrati lucani. E’ una grande lezione di civiltĂ .

Il patrimonio immateriale: la scuola d’arpa

Pubblicato da songlines il 15 ottobre 2008

Acerenza.info è da poco entrata a far parte del Comitato per la promozione del patrimonio immateriale, associazione costituitasi nel 2003 e presieduta dallo studioso Giuseppe Torre, il cui pensiero avete avuto occasione di conoscere e apprezzare leggendone i molti commenti lasciati nei dibattiti che animano questo blog.

Il comitato raduna una rete di altre associazioni e privati che hanno a cuore la tutela di questa particolare tipologia di patrimonio di cui abbiamo giĂ  avuto modo di parlare in interventi precedenti. In particolare, per “patrimonio immateriale” s’intendono

le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e dà loro un senso d’identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana.

come sancito dalla Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale approvata dall’UNESCO nel 2003.

Siamo molto felici di far parte di questo comitato di cui condividiamo tanto le modalità operative quanto le finalità sociali. Perciò intendiamo supportare e dare risalto alle attività degli altri soci del comitato e tra queste si segnala come di assoluto rilievo la Scuola di Arpa Popolare della Val d’Agri che verrà inaugurata a Viggiano (PZ) il prossimo primo di novembre.

In occasione dell’inaugurazione della scuola, l’Associazione “Gli Amarimai” e il Comitato organizzano seminari, concerti e mostre sul tema della “Salvaguardia e rivitalizzazione del patrimonio culturale immateriale italiano”, con approfondimenti sui beni culturali intangibili della Basilicata. 

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa della scuola [PDF ~ 200 kb].

Il patrimonio immateriale lucano

Pubblicato da songlines il 20 gennaio 2008

Poniamo alla vostra attenzione questa lodevole iniziativa.

 

Gentili Signori,

saremmo felici di condividere con voi il nostro calendario pubblicato da Repubblica sul patrimonio immateriale lucano.

da vedere

da scaricare

 Chi siamo: 

Il network per la tutela del patrimonio immateriale è composto da persone ed associazioni che, in forma del tutto anonima e svincolata da logiche commerciali, politiche o accademiche, raccoglie materiale demo-antropologico, lo studia e lo diffonde – per il momento – solo all’interno del network, ma stiamo già lavorando ad un portale ove rendere fruibili da tutti – e gratuitamente – il materiale raccolto.

 
Tra gli obiettivi della rete vi sono anche azioni mirate ad evitare che il patrimonio immateriale sia fatto oggetto di speculazione commerciale o turistica.

 
Sia ben chiaro, non siamo per la musealizzazione del patrimonio immateriale, ma per la sua valorizzazione sostenibile e consapevole.

 
Seguiamo con molta preoccupazione quello che sta accadendo nella nostra regione che temiamo possa avviarsi molto presto sulle orme di quello che è già accaduto in Salento: spettacolarizzazione e commercializzazione delle più belle e genuine forme di tradizione orale, di religiosità popolare, ecc…, con conseguente distruzione del tutto.

 
Siamo molto preoccupati, inoltre, per la cattiva interpretazione che le amministrazioni locali e centrali stanno dando alla Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio immateriale, di recente ratificata dall’Italia.

 Cordiali saluti,

Network per la tutela del patrimonio immateriale

 

Alcuni dei nostri siti/blog:
 

http://musicapopolare.blogspot.com

http://it.youtube.com/profile?user=avvocatista

 

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