Il frantoio di Pietro Biscione di Cancellara vince il premio Olivarum 2011

Pubblicato da Donato Pepe il 9 agosto 2011

Sarà il primo cittadino di Cancellara – Antonio LO RE – a consegnare, venerdì 12 c.m. nella sala consiliare di Cancellara, nel corso dell’incontro tecnico organizzato dall’ALSIA Pantano di Pignola dal titolo:Dalla pianta alla bottiglia – Il percorso corretto che garantisce la qualità dell’olio extravergine di oliva.
un attestato di merito – a nome dell’Amministrazione Comunale – al frantoio di Pietro Biscione di Cancellara (PZ), vincitore del premio Olivarum 2011, il concorso dedicato ai migliori oli extravergine di oliva della Basilicata che quest’anno si è svolto a Melfi e che nelle precedenti 10 edizioni ha visto una media di 37 aziende ogni anno e 23 premi consegnati.
Gli oli extravergini di oliva lucani vantano un alto standard di qualità, ma il percorso di perfezionamento delle tecniche di produzione e della valorizzazione non può dirsi ancora concluso. Così l’ALSIA Pantano di Pignola ha inteso organizzare a Cancellara un intervento tecnico di qualificazione della filiera per proporre un’evoluzione verso oli dall’identità sempre più spiccata e riconoscibile. A questo va associata un’azione continua di educazione all’assaggio e alla sana alimentazione rivolta ai consumatori.
Nel corso dell’incontro i convenuti saranno guidati da un degustatore professionista e dal “virtuoso†giovane frantoiano Pietro Biscione che illustreranno le virtù di questo alimento, le tecniche di degustazione, il riconoscimento delle sue qualità intrinseche attraverso le tecniche di assaggio e, infine, l’abbinamento ai cibi.
Un’iniziativa, quindi, che mettendo a confronto olivicoltori, frantoi e consumatori vuole promuovere piani integrati di filiera che, incentivando l’aggregazione, chiudano la filiera dando così a ciascun soggetto il giusto ritorno economico e aumentando il valore dei prodotti.
Per far sì che ciò avvenga però il sistema strutturale necessita di un evoluzione che partendo dalle varietà di olive coltivate sul territorio lucano, che devono essere conservate, porti a innovare costantemente tutta la filiera dalle tecniche di coltivazione a quelle del marketing del prodotto legandole all‘unicità del paesaggio agrario lucano.
Un patrimonio anche culturale di inestimabile valore, da difendere e valorizzare partendo dal territorio collinare e montano anche di un piccolo centro rurale come Cancellara.

“EDUCARE ALLA BUONA VITA DEL VANGELOâ€:

Pubblicato da Donato Pepe il 27 febbraio 2011

Mons. Crociata analizza il documento.

Venerdì 25 febbraio 2011 il villaggio Gala-Tabor ospita un convegno diocesano avente quale tema portante l’educazione. Educare al vangelo diviene l’obiettivo portante della Chiesa nell’ultimo decennio. È per questo che Mons. Giovanni Ricchiuti, Arcivescovo della diocesi di Acerenza indice il suddetto evento invitando Mons. Mariano Crociata e coinvolgendo una sostanziosa presenza proveniente da ogni paese della diocesi. Dopo la preghiera iniziale e i saluti di Mons. Ricchiuti la parola passa subito all’ospite della serata. Egli divide il documento da analizzare in cinque capitoli:
- Educare ad un mondo che cambia
- Gesù maestro
- Natura del compito educativo
- Educare: cammino di fiducia
- Chiesa: comunità educante.
Mons. Crociata sostiene che si debbano individuare iniziative pastorali comuni. È giusto dunque realizzare programmi simili in tutta la nazione ma è importante soffermarsi anche sulle esigenze della propria diocesi. È fondamentale, quindi, coniugare la complessità e la territorialità. “La missione della Chiesa†afferma, “consiste nell’evangelizzare l’adozione dell’educazione come impegno decennale. Essa rappresenta il mezzo per rispondere ai tempi che corronoâ€. E continua: “a volte il clero mette da parte la natura umana della religione guardando soltanto a quella cristiana.†È chiaro il suo messaggio: no alla separazione tra fede e vita, tra pratica religiosa e responsabilità civile, fra esperienza ecclesiale e impegno etico. In un mondo lacerato, frammentato come il nostro, bisogna educare ad abbracciare il mondo, a trovare il giusto equilibrio fra razionalità ed emotività. “Il primo compito di un maestro è essere se stessoâ€.

Merisabell Calitri

Laboratorio formativo di cittadinanza solidale.

Pubblicato da Donato Pepe il 10 dicembre 2008

Il progetto di cittadinanza solidale è un’azione sperimentale che fa capo all’Apofil di Basilicata e che ha interessato cinque comuni della regione tra i quali Acerenza. Il progetto, rivolto prevalentemente ai giovani non o non ancora inseriti nei processi produttivi, si propone l’obiettivo di integrare il reddito individuando una opportunità nelle problematiche sociali anche allo scopo di rimettere in moto le loro potenzialità.
La metodologia usata è stata quella di rilevare i problemi attraverso interviste, incontri e conversazioni con gli anziani, dare rilievo sociale a tali problemi utilizzando il linguaggio incisivo ed immediato dello spot di comunicazione sociale per poi discuterli in incontri di comunità allo scopo sollecitare interesse e costruire insieme ipotesi di soluzione.

I cinque progetti sono stati coordinati dal dott. Riccardo Biazzo dell’Apofil. Il gruppo di Acerenza è stato accompagnato da Canio Montanaro che ha svolto il ruolo di tutor. Il laboratorio è partito un anno fa.

I beneficiari del progetto hanno presentato i risultati della loro ricerca, dalla quale emerge una situazione di pesante marginalità degli anziani che si traduce in grave disagio logistico, nell’assenza di servizi alla persona, e in una condizione di solitudine intorno alla quale coagula una sofferenza muta e inesprimibile.

Uno sprazzo di luce in questo quadro dai toni marcatamente scuri è dato dal Centro di Riabilitazione della Fondazione Don Gnocchi, un centro di qualità sotto il profilo sanitario ma soprattutto luogo di accoglienza nel quale prevale l’attenzione per la persona e la cura di tutti i particolari perché i degenti sentano, in un clima relazionale caldo ed accogliente, salvaguardata la dignità della persona.

Gli anziani presenti all’incontro hanno espresso la loro gratitudine per l’iniziativa si augurano che abbia un seguito e che anche le istituzioni si rendano diligenti nel’organizzare servizi adeguati per la terza età. Una comunità dove i giovani non sanno cosa fare e gli anziani muoiono in solitudine è una comunità senza anima e senza futuro.

Incontro con l’autore. Gaetano Fierro: “Il futuro si chiama montagna”.

Pubblicato da Donato Pepe il 13 settembre 2008

Presentato presso la Biblioteca civica e scolastica l’ultimo libro di Gaetano Fierro: “Il futuro si chiama montagna”.

Gaetano Fierro, uomo di cultura prestato alla politica, con questo suo ultimo lavoro ha voluto dare un messaggio di speranza ed indicare una pospettiva progettuale per il rilancio delle aree interne della Basilicata.

La montagna a partire dal medioevo ha associato alla propria immagine le idee di rischio, paura, imboscata, arretratezza. In realtà la montagna è il luogo della spiritualità della trasfigurazione dell’uomo che si avvicina a Dio, ma è anche il luogo del Calvario, del sacrificio, della sofferenza.

Il futuro della Basilicata per Fierro si gioca in montagna, occorre valorizzarla come opportunità turistica, occorre diffondere la cultura del benessere sostenibile centrato sulla salvaguardia dell’ambiente. A tale scopo è necessario promuovere nelle scuole una didattica centrata sulla ecopedagogia, occorre orientare la politica perchè si investa sull’ambiente e sulla valorizzazione dei prodotti tipici, sulla salvauardia delle risorse materiali ed immateriali di cui la montagna è ricchissima.

Premiazione del concorso

Pubblicato da songlines il 21 agosto 2008

 

Ieri si è tenuta presso l’Auditorium di Acerenza, alla presenza di un pubblico attento e numeroso, la tanto attesa premiazione del concorso Fotografa la Basilicata 2008. Siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla folta partecipazione di persone provenienti da altri paesi della Basilicata.

E’ stata l’occasione perfetta non solo per premiare i vincitori, ma anche per fare il punto circa l’attività del CIAF-Acerenza a meno di due anni dalla sua fondazione e per migliorare la comunicazione dei nostri intenti.

In particolare, la serata è cominciata con la proiezione di una presentazione scandita in tre parti e rigurdante:

  • Che cosa è il CIAF
  • Che cosa fa
  • Che cosa vuole diventare in futuro

 

Chi fosse interessato ad approfondire i contenuti della presentazione può trovarla qui.

Quindi, è seguita la premiazione dei vincitori, di cui riportiamo i nominativi e le motivazioni della giuria tecnica:

 

VOTO TELEMATICO

Aniello Ertico

 

Sezione: CORTEI STORICI LUCANI

 

Giuseppe Lo Russo

Motivazione:

Nelle immagini dell’Autore, mirabilmente colte e composte, non solo si riscopre l’atmosfera rievocata, ma si evidenzia, grazie al generoso uso di primissimi piani, la maestria degli interpreti dell’evento.

Domenico Possidente

Motivazione:
L’Autore, con impeccabile taglio giornalistico, ha tracciato un report certamente esaustivo, mettendo in evidenza sia i tratti complessivi che di dettaglio dell’evento.

Mario Lucio Monaco

Motivazione:
L’Autore ha privilegiato le suggestioni d’atmosfera piuttosto che l’impeccabilità tecnica ed il risultato è certamente pregno di comunicatività.

Sezione: I PAESI DELLA BASILICATA

Stefano Quattrini

Motivazione:
L’Autore ha saputo ben cogliere delle atmosfere insolite e lontane dalla rappresentazione usuale, giungendo a delle immagini originali, pregnanti e fortemente evocative.

Canio Scattone

Motivazione:
L’Autore non solo ha saputo raccontare nel suo portfolio la bellezza dei luoghi che vi sono rappresentati, ma è riuscito a comunicare la propria emozione estetica, permettendo anche a chi già conosce i luoghi, di riscoprirli in una nuova luce.

Lia Zanda

Motivazione:
Guardando le immagini è come se l’Autrice prendesse per mano il visitatore e lo portasse con sé per comunicargli la propria emozione del vivere i luoghi che ha ben rappresentato nel proprio portfolio.

Prossimamente pubblicheremo le fotografie dei premiati.

A seguire, ha preso la parola l’Ing. Malatesta in rappresentanza di Energy Italia 01, lo sponsor unico della manifestazione, il quale ha espresso soddisfazione per l’esperienza appena conclusasi e ci ha rivolto l’augurio di collaborare ancora in iniziative future. Siamo grati a Energy Italia 01 per il suo sostegno e raccogliamo con entusiasmo i suoi auspici, che sono anche i nostri.

Quindi la discussione si è allargata a toccare varie tematiche, e in special modo l’importanza della fotografia e dell’opera di archiviazione per la salvaguardia del patrimonio culturale lucano, materiale e immateriale. A tale riguardo Giuseppe Torre, membro del Comitato per la promozione del patrimonio immateriale, e l’antropologa Barbara Terenzi hanno proposto ad Acerenza.info di instaurare una collaborazione per la pubblicazione di un vasto archivio di materiale multimediale (fotografie, immagini, registrazioni audio, filmati) dal grande valore etnologico e antropologico. E’ una sfida molto allettante per noi, sebbene si tratti di un lavoro impegnativo, speriamo quindi di poter raccogliere forze sufficienti ad affrontarla.

Al dibattito hanno partecipato anche il sindaco di Acerenza Antonio Giordano, che ha salutato favorevolmente le nostre iniziative; il presidente di Acerenza.info Donato Pepe, che ha moderato la discussione; Aniello Ertico, in veste di fotografo e autore della mostra Xantos: Lo Spavento e la Rivelazione, tuttora in esposizione ad Acerenza; e il nostro collaboratore Michele Di Pietro, che ha messo a disposizione il suo inesauribile archivio per continuare ad arricchire il nostro progetto.

 

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