Dream People di Roberto Cancellara

Vivono di poco e … nonostante ciò vivono “felici”.

Pubblicato da Donato Pepe il 7 febbraio 2010

Abbiamo dato notizia della partenza della delegazione diocesana che si è recata in Africa, in Guinea Bissau, luogo di missione di Padre Antonio Grillo. Ho atteso il loro ritorno per raccogliere le loro emozioni ed il loro racconto.
I ricordi sono lucidi, come lucidi sono gli occhi di chi racconta. Sembrano materializzare immagini indimenticabili e di grandissima suggestione.
Per favore, non vorrei essere citato mi ha detto uno dei protagonisti, ma io lì ci torno e mi fermo con loro per tutto il tempo che posso. E’ stato troppo bello. Certo non è stato facile! Non si può rimanere indifferenti di fronte a tanta povertà. Tuttavia negli occhi dei bambini e delle persone adulte c’era una invidiabile serenità. La cosa che più mi ha emozionato fino alle lacrime è stato vedere quanto bene ha potuto fare in quelle terre Padre Antonio. La gente accorreva dai villaggi lontani per vederlo e per rinnovare la loro gratitudine e la loro venerazione.

Una donna anziana ha affidato alla nostra delegazione 200 euro per i terremotati di Haiti. Per loro è una somma molto rilevante li ha raccolti in tutto il villaggio, tra cristiani, animisti e musulmani, e li ha affidati a noi perchè di noi hanno fiducia.
Una realizzazione mirabile il liceo intitolato a Padre Antonio, non ci sono abbastanza aule e i ragazzi fanno i turni per entrare nelle aule. Era commovente vedere tanti ragazzi che aspettavano fuori in attesa del loro turno e intanti si facevano i compiti appoggiati a scrittoi di fortuna, alcuni facevano i compiti poggiando i loro quaderni sulle ruote di ferro di un trattore agricolo arrugginito.
Giovanna Grillo ci ha scritto:

Dell’esperienza in Guinea Bissau ciò che commuove è l’osservare il senso di gratitudine che le persone hanno, indipendentemente dalla loro etnia, balanta o mandinga, indipendentemente dalla loro religione, animisti, mussulmani o cattolici… Oso pensare che questo è il vero motivo che ha indotto Padre Antonio Grillo a vivere tra quella gente per così tanti anni, e superare ogni paura…il loro senso di gratitudine, il loro sorriso, il loro modo di vivere. Durante il nostro viaggio ci capitava di confrontare le nostre idee, ciò che ci domandavamo ripetutamente è se il loro modo di vivere è migliore o peggiore del nostro o magari diverso, ovviamente le risposte al quesito erano varie…

Sicuramnete eistono differenze percepibili ad occhio nudo, il forte rispetto dei ruoli, l’armonia che tutti hanno durante la celebrazione della santa messa, il loro sembrare una grande e unita famiglia. Visibili alcuni aspetti di inciviltà ma con questo intendo dire la condizioni igenico-sanitarie, l’inesistenza di reti stradali e di vie di comunicazione, ma altrattanto visibile la loro armonia, il loro vivere di poco, forse perchè di più non hanno o forse perchè di più non conoscono…ma, nonostante ciò il vivere “felici”.

Da tutti i racconti è emerso la grande dignità delle donne africane, molte incinte, altre con i figli a seguito, serene, impegnate, con andamento regale. Alcune sofferenti nei lebbrosari ma sempre dignitose. Io le proporrei per il premio nobel per la pace.

Un’idea ecologica per Acerenza

Pubblicato da Alberico Anobile il 16 gennaio 2010

Carissimo Donato ed amici di Acerenza.info,

Avendo appreso che il decreto per l’abolizione delle buste di plastica in Italia tarderà di un altro anno (e non è la prima volta, ecco il link), e avendo oltremodo appreso che le buste di plastica sono tra i maggiori e più silenziosi inquinatori del pianeta, mi sono chiesto se ci fosse una soluzione quantomeno “locale” per ovviare ad una mancanza nazionale. Questa risposta mi è arrivata facendo una ricerca su internet.

Un articolo diceva che con una semplice ordinanza, un sindaco può scegliere di bandire le buste di plastica dal suo territorio. Un modo semplice ed efficace.
Ad Ercolano, ad esempio, il sindaco ha fatto questa onorevolissima scelta (riporto il link dell’articolo)

Dato che non sappiamo effettivamente quando entrerà in vigore questa nuova legge, perchè non tentare le soluzione LOCALE al problema? Moltissime città ed anche piccoli centri, come avete visto, lo stanno già facendo.
Attraverso la slide in allegato (se vorrete pubblicarla) ci terrei ad invitare tutti i lettori ad informarsi sui danni che le buste di plastica provocano all’ambiente.
Credo che faccia bene saperlo, visto che di una busta sappiamo da dove viene ma non sappiamo dove andrà…

Comunque le alternative alla vecchia e dannosa busta di plastica sono tante, ad esempio le buste biodegradabili prodotte dal mais, oppure i sacchetti di stoffa, che sono di gran lunga i migliori…insomma si può fare, e si può fare molto meglio. Sta a noi decidere, ancora una volta.

Approfitto infine per rivolgere un saluto al sindaco Rossella Quinto, che sono certo tenga a cuore questo tema.

Un caro saluto a tutti.
Canio Giordano

Acerenza Ieri e Oggi: Panorama dalla porta di San Canio

Pubblicato da Alberico Anobile il 27 dicembre 2009

Panorama Porta di San Canio - 1958
Panorama Porta di San Canio - 2008

Per la serie “Acerenza Ieri e Oggi”: Panorama dalla porta di San Canio

Le due foto sono state scattate a 50 anni di distanza l’una dall’altra (1958-2008).

Dei quattro maestosi tigli, davanti al Convento, ne è rimasto solo uno a ricordare le meravigliose ninne nanne che il vento cantava, penetrando fra i rami e le foglie nelle serate ventose, favorendo, così, il sonno di noi bambini.

Sullo sfondo, della foto del 1958, inoltre, si può notare il campo sportivo e la ” C’NTRAL’ “, demolita di recente. Quanti bei ricordi!!!

Buone feste a tutti i frequentatori del Blog.
Michele

Raccolta differenziata

Pubblicato da songlines il 22 aprile 2009

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Riceviamo e poniamo alla vostra attenzione un messaggio e tre foto inviatici da una nostra concittadina che affronta una questione che crediamo molto attuale e importante, cioè quella della raccolta differenziata e del corretto riciclo dei rifiuti.

Cari bloggers acheruntini, vi mando alcune foto scattate in data 18/04/2009, dei bidoni della raccolta differenziata locati in Piazza Sandro Pertini.
E’ un modo incivile e disgustoso di raccogliere i rifiuti, ma la responsabilità non è solo dei cittadini: anche l’amministrazione comunale ha le sue colpe.
Gentilmente vi chiedo di fare possibilmente una petizione on-line affinchè:
1) Il comune solleciti gli enti predisposti allo svuotamento dei bidoni in tempi ragionevoli e non saltuari e magari attuare una campagna d’informazione (perchè da quanto vedo, la gente è abbastanza ignorante in materia);
2) Fare multe alle persone che non utilizzano bene i bidoni o che lasciano le buste in mezzo alla strada (lasciare rifiuti sul suolo pubblico è reato.);
3)Far capire ai cittadini che il suolo pubblico non è adibito alle discariche abusive;
4) I bidoni devono essere cambiati perchè sono rotti, soprattutto quelli della raccolta del vetro, ci sono pezzi sparsi per tutta la strada, e se qualcuno cade e si ferisce in modo grave?? Chi paga?

Siamo sicuri di essere uno dei borghi più belli d’Italia?? I turisti secondo me restano alquanto perplessi….
Siete liberi di pubblicare la mail per intero e vi invito a riflettere seriamente su questo disagio.

Cordiali saluti

Maria Antonietta Forenza

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Benché non rientri nel nostro ruolo promuovere petizioni online, riteniamo di condividere le preoccupazioni e le proposte di Maria Antonietta Forenza. Al di là del decoro urbano e dei pur importanti risvolti igienici ben evidenziati dal testo e dalle fotografie, vogliamo sottolineare come il tema dello smaltimento dei rifiuti costituisca un’opportunità di crescita civile e ambientale. Tanto per fare alcuni esempi:

  1. la raccolta differenziata può anche generare profitto: non ci riferiamo alla produzione di energia elettrica mediante incenerimento, che resta molto controversa, ma per es. all’estrazione e rivendita di materiale preziosi come rame, oro, ecc. presenti in dispositivi tecnologici, al recupero di pneumatici per la produzione di asfalti di ultima generazione, alla produzione di filati da materiali plastici, alla trasformazione dell’umido in compost per la concimazione dei terreni, ecc. Ci sono centinaia di esempi di questo tipo, e tante società già attive in Italia e nel mondo.
  2. la raccolta differenziata può avere risvolti sociali: per esempio è possibile recuperare abiti, computer e altri oggetti ancora utilizzabili per donarli a persone bisognose, a scuole, ecc. senza bisogno di condannarli a una morte prematura in discarica.
  3. la raccolta differenziata può diventare arte: è in costante aumento il numero di artisti che ricorrono a materiali di risulta (ferro arrugginito, bottiglie di plastica o altri materiali) per produrre opere d’arte che riescano al contempo ad avere un valore artistico e a sensibilizzare il pubblico sul tema dello spreco e del recupero.

Per ottenere buoni risultati, le istituzioni e le società di smaltimento devono fare la loro parte non solo provvedendo alla raccolta vera e propria, ma anche informando correttamente la cittadinanza:

  1. molte società di raccolta, differenziazione e smaltimento rifiuti producono depliant che sono poi recapitati ai cittadini generalmente insieme alla pagine bianche/gialle o in altro modo, in cui vengono spiegate le procedure corrette di raccolta. Esiste qualcosa del genere ad Acerenza?
  2. è fondamentale operare rilevamenti periodici della percentuale di rifiuti differenziati e fissare obiettivi a medio e lungo-termine. Ci sono alcuni comuni in Italia che superano addirittura l’80% di raccolta, pure Milano che è una metropoli supera il 50%, a che punto è Acerenza? Dove può arrivare?
  3. è importante coinvolgere i cittadini: alcuni comuni del Trentino Alto Adige diminuiscono individualmente la tassa comunale dei rifiuti in ragione del peso di raccolta differenziata effettuata da ciascuno.

Infine è giusto enfatizzare che tutto ciò sarebbe comunque inutile senza l’impegno e il buon senso di ciascun cittadino. Siamo tutti coinvolti ed è giusto che tutti collaborino, visto che le conseguenze ambientali, sanitarie, economiche, estetiche, ricadono su ognuno.

Frana. Ancorare l’edificio del comune al bancone del bar?

Pubblicato da Donato Pepe il 31 gennaio 2009

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Simpatica la proposta di ancorare l’edificio del comune al bancone del bar di fronte. Peccato che, data l’urgenza, l’amministrazione avesse già fatto una scelta diversa.

A valle dell’edificio del comune, come aveva fatto notare un nostro lettore, era stato fatto, a suo tempo, un’importante opera di contenimento con pali di calcestruzzo. La stessa struttura di contenimento si sta realizzando per la salvaguardia delle abitazioni all’imbocco di Via Annunziata dove sono previsti trentaquattro pali di circa 25 metri di profondità strutturati in due file.
La base dei pali è conficcata nella roccia arenaria mentre la testa sarà ancorata in strutture di calcestruzzo collegate fra loro. La struttura non ha alcun impatto ambientale in quanto è completamente sommersa nella terra. I lavori sono già a buon punto, restano ancora da fare cinque pali dei trentaquattro previsti.

Qui giova ricordare che la nostra regione è un’area ad alto rischio geologico e Acerenza in particolare ha una lunga storia di frane e smottamenti anche disastrosi (u d’sastr 1901 con diciassette morti) per cui il suo panorama si caratterizza per le importanti opere di consolidamento che si sono realizzate nel tempo.

Vorrei precisare che questa informazione viene data come servizio giornalistico e non va intesa come comunicato dell’amministrazione o come informazione tecnica. Chi avesse interesse ad approfondire il problema sotto il profilo tecnico o per le sue implicazioni politiche o amministrative è pregato di rivolgersi alle sedi competenti.

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