Acheruntini in Guinea Bissau
Il gemellaggio tra le diocesi di Acerenza e Bafatà , in Guinea Bissau, si concretizza ormai da diversi anni in una bellissima esperienza di scambi e visite reciproche dalle quali noi acheruntini torniamo sempre più ricchi sul piano spirituale e culturale. Anche quest’anno il nostro gruppo era guidato da Sua Ecc. Mons. Giovanni Ricchiuti, con cinque sacerdoti e nove laici. Siamo scesi all’aereoporto di Bissau, di lì a bordo di alcune gip siamo arrivati a Bafatà presso la missione di Don Pedro Zilli.
Il gruppo qui si è concesso un po’ di riposo. Noi invece ci siamo recate presso la scuola dell’infanzia annessa alla missione, dove siamo state accolte dall’entusiasmo festoso dei bambini . Nei giorni successivi abbiamo visitato diversi villaggi senza fermarci a lungo perché abbiamo voluto seguire da vicino le attività del Liceo intitolato a Padre Antonio Grillo.
In quel mondo così lontano, noi bianchi non siamo notati per il diverso colore della pelle, per loro siamo gli amici Lucani!!!

Un’ emozionante esperienza l’abbiamo vissuta a Bambadinca: dopo la messa ci eravamo recati al vicino mercato dove ci ha avvicinato un ragazzo che dimostrava un grande interesse per noi, avevamo difficoltĂ a comunicare ma intuivamo che quel ragazzo volesse dirci qualcosa di importante. Ad un certo punto ci ha mostrato la sua carta di identitĂ . Si chiama Mariano Antonio Grillo e ci ha detto che ha una sorella Ninetta Grillo. Ci ha raccontato di risiedere a Bissau con la sua mamma e poco ci ha detto circa il suo “strano” nome,ci ha mostrato il passaporto del suo babbo dicendoci che era amico di padre Grillo e lo aiutava in un dispensario a Sambasilate. Al nostro ritorno padre Grillo, ci ha parlato del babbo di Mariano. Giacinto Bigna era un Balanta di Sambasilate, uno dei primi battezzati da Padre Grillo, e’ stato ad Acerenza nel luglio 1977!!! Da bambino fuggì dal suo villaggio per rifugiarsi presso il comando generale del PAIGC, partito che si batteva per l’indipendenza della Guinea Bissau, con a capo Cabral. Giacinto raccontò a Cabral la storia del suo villaggio in fiamme e della prigionia di Padre Grillo, partecipo’ alla guerriglia per liberare la Guinea dal dominio portoghese, ferito fu inviato a Budapest per specializzarsi come artigliere. Rientrato in Africa, combattè ancora fino alla proclamazione dell’indipendenza della Guinea. Successivamente partì per il Caucaso per studiare medicina. Rientrato in Guinea lavorò come medico presso il comando delle forze armate. In onore di Padre Grillo chiamò i suoi figli: MARIANO ANTONIO GRILLO e NINETTA GRILLO. Ora ci sentiamo spesso con Mariano, facciamo fatica a capirci, ma ci emoziona ugualmente! Abbiano cercato di raccontare a Mariano ciò che abbiamo saputo riguardo il suo babbo, morto da poco, e della sua visita in Acerenza.

Qualche giorno dopo Ivana cercava una catechista che aveva collaborato con Padre Antonio Grillo, è partito il passa parola nel villaggio. Eravamo al mercato, dopo la messa, quando ci avvicina una figura di donna profondamente segnata dal tempo, ma capace di trasmettere una grande energia. Si chiama Siren Baba. Non disponevamo di un mediatore culturale per cui la comunicazione era molto difficile ma la donna mostrava una dinamica affettiva molto forte ed un viso estremamente espressivo. Al nome di Padre Antonio Grillo sul suo viso sono scese delle lacrime mentre mostrava un radioso sorriso. Ci ha parlato di tante cose, ci è parso di capire che ha avuto una vita molto intensa, segnata da viaggi, dalla testimonianza cristiana, dalla sofferenza, ma rievocava tutto con gioia e questo ci ha segnate profondamente nell’anima.

A Bafatà un’altra donna ha ricordato il suo incontro con Padre Antonio, ci ha parlato delle difficoltà che il missionario ha dovuto affrontare per evangelizzare il villaggio. Piano piano la gente ha percepito quanto Padre Antonio li amava ed ha accolto l’evangelizzazione come un dono, è entrato prima nel cuore poi nella comunità e nella vita di ognuno di loro lasciando una traccia tuttora vivissima e indelebile. Le abbiamo chiesto, tramite Padre Abramo, quanti anni avesse, ci ha risposto che non lo sapeva. In quella cultura la memoria si organizza sui fatti essenziali della vita e non risponde a criteri cronologici. Essi infatti parlano di Padre Antonio come di una realtà del presente ancora attiva nella vita del villaggio.

A Xitole nell’estate scorsa è stata inaugurata una chiesa costruita sulle fondamenta della Chiesa costruita da Padre Antonio Grillo. E’ una chiesa di circa sessanta metri quadrati ed è strutturata come un ambiente polifunzionale che utilizza le stesse panche per partecipare alle attività di culto e per le attività di formazione culturale. Qui abbiamo colto in uno stesso ambiente la dimensione sacrale della scuola e il significato profondamente umano della preghiera.

La sera del venticinque gennaio siamo ripartiti da Bafatà , avevamo l’aereo alle tre di notte all’aereoporto di Bissau, siamo scesi a Roma per raggiungere Acerenza. E’ stata una esperienza indimenticabile.
Ivana Grillo e Maria Vittoria Pietropinto

