Febbraio, corto e amaro, se i suoi giorni fossero tutti gelerebbe il vino nelle botti.

La saggezza dei nostri padri ci avverte che febbraio è corto ma amaro, ed è in grado di far scendere le temperature fino a congelare il vino nelle botti.
Abbiamo temuto un cambiamento climatico che avrebbe portato alla tropicalizzazione del nostro clima. Perciò tutta questa neve e questo gelo, così rapido ed intenso, proprio non ce li aspettavamo. La neve abbondante, come non avevamo mai visto a memoria d’uomo, spazzata da un vento gelido ha formato barriere che, in alcune parti, raggiungono l’altezza di diversi metri, ed ha messo in seria difficoltà le persone che , nei punti più critici, sono rimaste intrappolate in casa.
Qualcuno ha segnalato su facebook la necessità di mobilitarsi per venire in aiuto delle famiglie in difficoltà , soprattutto anziani e ammalati. Sono accorsi in tanti, giovani e meno giovani, ragazzi e ragazze che si sono messi a disposizione del Comune che ha coordinato gli interventi. Si sono messi in movimento ruspe di ogni dimensione e di ogni tipo. E’ arrivato anche l’esercito e con il coordinamento dell’ufficio tecnico e dei vigili urbani le situazioni di maggiore disagio sono state risolte. Le televisioni locali e nazionali, soprattutto la Rai, hanno seguito passo passo le operazioni. E’ stata una gara di responsabile solidarietà che ha messo in evidenza un tessuto sociale vivo e generoso.
Naturalmente non sono mancate le polemiche. Nei primi giorni di emergenza un’ordinanza del sindaco ha chiuso le scuole e gli uffici del comune. Chi si è trovato in difficoltà ha dovuto ricorrere ai carabinieri per avere soccorso. Dopo un primo momento di disorientamento la macchina amministrativa ha reagito pur con qualche difficoltà nel coordinamento delle risorse umane e tecniche mobilitate. La minoranza è prontamente insorta, l’amministrazione si difende con toni duri. E’ venuta fuori la nostra difficoltà a dialogare in modo sereno e costruttivo; è il nostro punto debole che non avremmo voluto esibire almeno in questa situazione di difficoltà .
La neve però non porta solo disagio, preoccupazione e sofferenza, molte macchine fotografiche, imbacuccate di tutto punto, si sono messe in movimento ed hanno documentato, con un pò di indiscrezione forse, la bellezza di Acerenza addormentata sotto una coltre di neve. Facebook e Youtube esibiscono una documentazione molto ampia.
Mi piacerebbe raccogliere le più belle immagini e le riprese più suggestive per farne una galleria che potrebbe costituirsi come memoria storica dell’evento e come album fotografico della bellezza di Acerenza innevata.
Sarebbe bello anche allargare questa ricerca all’Alto Bradano ed al Vulture Melfese, ma per realizzare questo sogno è necessario che si rendano disponibili tutti gli amanti della fotografia delle zone interessate.










il 7 marzo 2012 alle 20:11
Tutto sommato e bellissimo vedere Acerenza con tanta neve, apparte i disagi che a causato.
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