RIFLESSIONI DOPO UNA VACANZA AD ACERENZA

Pubblicato da Donato Pepe il 8 settembre 2010


All’ingresso della Villa Comunale, l’ettaro più verde, ma anche il meno curato dell’intero territorio urbano, mi accoglie un salice piangente. Un albero che, ironia della sorte, probabilmente è lì ad avvertire i visitatori che affrontare il percorso lungo i viali contornati di essenze naturalmente rigogliose alla fine costerà una stretta al cuore, tra tanta rabbia ed anche qualche lacrima.
Uno spettacolo indecoroso. Nelle aiuole i fiori sono pochissimi, senza cure le piantine fanno addirittura fatica a restare ritte. E, poi, i rifiuti: bottiglie di plastica e di vetro di ogni foggia e colore, lattine, ex palloni da calcetto, buste, cicche di sigarette, aghi di conifere dappertutto che fanno scivolare i tuoi passi come su un morbido ma maleodorante tappeto. Stracolmi i cestini portarifiuti, ma c’è qualcuno incaricato di svuotarli almeno una volta al mese? Muretti in mattoni imbrattati dal solito imbecille che non ha trovato di meglio per far conoscere alla propria bella quanto pieno d’amore sia per lei il suo cuore. Meglio sarebbero stati un “sms”, una e-mail, una cartolina postale. Poco più in là quattro sgallettate annunciano in un altro graffite la loro eterna amicizia.

Sconforto totale, ma non è finita, il bello, anzi il brutto, l’ignobile è dietro l’angolo. Il tour continua e mi imbatto in quella che qui chiamano “Villa Canada”, dono degli acheruntini immigrati nel grande Paese nordamericano maturato dopo il terremoto del 1980. Mi dicono che il costo dell’opera abbia superato il miliardo delle vecchie lire. Tutto in fumo, spezzato, polverizzato, distrutto.
Un edificio colpito da una potente carica di esplosivo? Peggio, peggio, un peccato. Per Acerenza un’occasione perduta. Doveva essere una casa di riposo modello, poteva diventare una struttura alberghiera a basso costo magari gestita da una coraggiosa cooperativa di giovani per evitare di vederli partire. Niente, è tutto e solo un rovinoso ammasso di vetri, piastrelle divelte, sanitari inutilizzabili, cavi elettrici e parquet sradicati.

Ma lo sanno gli acheruntini in Canada che i loro preziosi dollari sono andati miseramente in fumo per un tragico gioco messo in campo da tutti coloro che quel bene avevano titolo e dovere di curarlo e preservarlo? Che quella struttura, costruita sulla base di un progetto di grande qualitĂ  finirĂ  per diventare un ammasso di rovine se non ci attiverĂ  per una consistente e rapida azione di recupero?
Tanto per iniziare sarebbe opportuno rimuovere tutte le macerie, ripristinare il luogo alla meno peggio e renderlo “off limits” alle scorrerie dei vandali. Come? Con un campo di lavoro, insieme esperti e volontari: ottenere dalla Regione un contributo per affrontare la spesa non dovrebbe risultare impresa impossibile in attesa di rimettere insieme i cocci attraverso un intervento pubblico che diventerebbe per una cooperativa di giovani disoccupati occasione di lavoro: la creazione e la gestione di una struttura ricettiva a basso costo punto di forza di un turismo di qualità potrebbe diventare il primo e più consistente tassello di un auspicabile rilancio dell’economia locale.
La Cattedrale con la sua imponente struttura, nel sottosuolo il suo affascinante passato, in un altare della navata di sinistra il mistero del bastone di San Canio: tutto insieme per un mix suggestivo che si accompagna alla presenza di un centro storico ancora ben conservato. E, poi, il vino, forse la più alta e nobile espressione di un’agricoltura in grado di offrire prodotti di alta qualità, ricchi di una genuinità che nell’area ha pochi riferimenti.
Turismo, dunque, piccolo motore per ridare fiato ad un’economia che ha un altro elemento forte e caratterizzante del territorio, l’acqua. Ti affacci da uno dei tornanti che vanno su verso il paese e ti si mostra l’invaso artificiale sul Bradano. Dicono che sia la riserva di San Giuliano, altro invaso, questo nel Materano, ad una settantina di chilometri di distanza. E’ acqua che va a dissetare i campi del Metapontino dove porta benessere e migliora la qualità della vita.

Acqua, altra risorsa, non è il petrolio, ma assicura sviluppo. Perché allora non creare una partita di giro, un doppio flusso, l’acqua che scende a valle e che poi torna sotto forma di sostegno alla crescita. Le contropartite possono essere tante, basta studiarle, definirle, applicarle in una logica di minifederalismo regionale che non guasterebbe se fosse applicato distribuendo all’intero territorio lucano le risorse disponibili, senza creare “enclave” dorate e lasciare altre aree nell’arretratezza.
Pensieri e riflessioni alla fine di una breve vacanza. Acerenza può farcela, è ancora in tempo, ma servono coraggio e determinazione, anche un poco di grinta e di rabbia. Altrimenti resta quel salice piangente all’ingresso della Villa Comunale, insieme un ettaro di verde e di abbandono, un po’ l’emblema del paese rimasto a metà tra passato e futuro, in un presente immobile in cui anche sperare comincia a diventare difficile.
Franco Di Pierro


14 Commenti

  1. altraipotesi ha scritto:

    Ritorni fra un anno troverĂ  anche i rifiuti delle estrazioni petrolifere , poichè stanno per trivellare proprio la zona di Acerenza , ovviamente ai margini del bosco.L’acqua va in gran parte in Puglia, ,che per quel che risulta, e speriamo di essere smentiti, la rivende ad un prezzo maggiore alla Basilicata.

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  2. qwe ha scritto:

    Un bel post, non c’è che dire, pieno di bei concetti e idee per quanto riguarda Villa Canada. Peccato che i vandali siamo noi acheruntini (i nostri figli, fratelli, o noi stessi) che non abbiamo nessun rispetto per ciò che è nostro. Acerenza non è quel nobile paese che vogliamo fare immaginare, perchè di nobile a noi acheruntini è rimasto ben poco.

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  3. antonio Romaniello ha scritto:

    si condivido con tanta amarezza. PerchĂ© le autorita comunali non organizzano con la gioventu multicolore di Acerenza attivitĂ  che favoriscono il rispetto ecologico e nello stesso tempo aiutano le persone che sono addette alla nettezza urbana (al nord ci sono molti volontari che contribuiscono al rispetto della madre natura: colui che non la rispetta non rispetta se stesso)un saluto a tutti.(basta vedere sotto la curva dei “sedili” un vero deposito di porcherie varie)

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  4. acheruntino a l'estero ha scritto:

    come lo detto gia in un altro commento bisogna assolutamente svegliarsi acerenza sta sofrendo di una crisi mondiale come da ovunque e se non si trova delle soluzioni col tempo morira… io penso che bisogna aiutasi tra acheruntini con delle idee e soprattutto amarsi piuttosto criticarsi e cercare il massimo di ognuno.la gente come DI PIETRO sanno la situazzione allora voi acheruntini guardatevi intorno e poi prendete una decision se si puo continuare in questo modo… siete solo voi a decidere se volete un cambiamento aiutandovi… ricordando che da noi i problemi sono esattamente i stessi a differenza che in citta anno piu possibilita al livello comunale e altro… e poi non bisogna appogiarsi sulla propria sorte ma piutosto arrabiarsi per far meglio. Un saluto a tutti voi.

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  5. altraipotesi ha scritto:

    Finalemente siamo risuciti a trovare il sistema per far fronte allo spopolamento della Basilicata anzi letteramante rianimare i paesi! Ecco come: http://www.youtube.com/watch?v=5d2namatocc&feature=player_embedded

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  6. Anonimo ha scritto:

    E’ vero che è diventato difficile sperare .Cambiano i medici, cambia la terapia, ma il malato versa jn condizioni sempre piĂą gravi.

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  7. Sergio M ha scritto:

    Accetto con amarezza la realta’ di questo articolo, e ancora di piu’ perche’ colpisce un po’ tutta la nostra comunita’.
    Credo pero’ che in qualsiasi parte del mondo, una struttura abbandonata a se stessa e’ soggetta a deteriormento e vandalismo. Andare a monte poi di questo abbandono, potrebbe darci tante spiegazioni
    di soldi spesi male, del mancato funzionamento di una bella struttura come quella di” Villa Canada” e magari trovare i responsabili di questo fallimento.
    Il tutto ci fa capire come la nostra cultura legata a problemi secolari, ci rende impreparati ad accettare il turismo come motivo di sviluppo e rilancio della nostra comunita’e le foto di questo articolo lo gridano a gran voce.

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  8. altraipotesi ha scritto:

    ecco come vengono selezionati i progetti in lhttp://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3Dr-6_ne3c0pY&h=c76eaucania .

    Per averne conferma basta andare a Potenza al Serpentone

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  9. acheruntino a l'estero ha scritto:

    per noi che veniamo qualque giorno in vacanza ad acerenza non e importante in che condizioni la troviamo ma per voi che ci abbitate quel poco di struttura che ce cercate di mantenerla trasformarla cercando l aiuto del comune e sopratutto bonavolenza della parte di tutti promuovere il turismo… per esempio ce ancora gente d origine di acerenza che non avendo piu famiglia non sanno dove allogiare allora che ci sono delle case da affito… il problema che loro non lo sanno bisognerebbe che il comune manda via posta un richiamo con informazioni sulle possibilita ad acerenza uno stizico di nostalgia per gli acheruntini fouri di acerenza. Lo so e facile parlare e purtroppo bisogna cercare di far qualcosa invece di rimanere a osservare a braccia conserte.

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  10. virginia ha scritto:

    A me piace Acerenza,ma ogni volta che ci ritorno è sempre piĂą decadente,e dovrebbe essere tra i borghi piĂą belli d’Italia!In Italia ho visto altri borghi,sono dei gioielli.Per quanto riguarda il degrado è meglio non parlare del cimitero…
    delusa.

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  11. acheruntino a l'estero ha scritto:

    comunque l’abbiamo capito che acerenza piace a tutti solamente bisogna rettificare alcune cose degradazioni et altro… tempo fa era un paese molto accogliente con delle tradizioni culturali et specialita del paese… anni fa ho portato alcuni amici ad acerenza tuttora quando mi ritrovo con loro mi ricordano di quel paesetto lontano ma con tanta anima accoglienza e ospitalita… adesso? anche vero pero il paese in qualque anno si e spopolato parecchio!!!

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  12. Giuseppe ha scritto:

    Da Lucano DOC ( sono di Maschito ma lavoro in Puglia) debbo purtroppo constatare che le segnalazioni di degrado che ho letto sulla bella Acerenza sono comuni a moltissimi paesi della nostra fantastica regione.E ciò dico senza il solito qualunquismo .L’elenco delle cittadine sarebbe troppo lungo.
    Le colpe: di certo il vandalismo sciocco e l’inciviltĂ  degli utenti di ogni bene pubblico ma certo anche la colpevole inerzia delle amministrazioni locali che non fanno manutenzioni, controlli attenti sui servizi in genere e soprattutto pulizie e bonifiche .
    Un amico trentino mi ha detto giorni fa: non credere che da noi non si sporchino le aiuole.Solo che ogni giorno vengono pulite ed i rifiuti prelevati e quando un cestino si rompe ( cosa rara) è subito sostituito dal comune.Possiamo dire lo stesso?

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  13. altraipotesi ha scritto:

    Per completare il discorso è da dire che la basilicata è comunque l’unico luogo dove chi sporca, e sa benissiomo di sprcare, è il primo poi a lamentarsi della sporcizia.

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  14. l'autore ha scritto:

    Peccato. Avrei gradito una puntualizzazione, peraltro doverosa, dalle istituzioni interessate. Invece, silenzio, assordante silenzio. Rassegnatevi, acheruntini, stando così le cose, non cambierà mai niente.

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