Basilicata da scoprire – Una visita per conoscere Isabella.

Pubblicato da Donato Pepe il 9 maggio 2010

Affascinato dalla storia della nostra poetessa lucana di Valsinni, l’antica Favale di allora, ho deciso di fare una visita dove la scrittrice di rime e canzoni trascorse la sua breve esistenza. La sua fu una storia molto triste. Isabella Morra visse nel XVI secolo in una zona della Lucania lontana e isolata da ogni centro culturale. La sua fu una famiglia ricca e numerosa composta da sei fratelli e due sorelle.Il padre, Giovan Michele di Morra barone di Favale, era un aristocratico napoletano che parteggiava allora per il re di Francia Francesco I. A causa di problemi con la giustizia andò in esilio in Francia lasciando così per sempre a Favale alcuni dei suoi figli tra cui Isabella. La giovane fanciulla non riuscì mai ad accettare la lontananza del padre, ed ogni giorno s’illudeva di poterlo riabbracciare. Isabella ricevette una buona educazione letteraria grazie ad alcuni precettori napoletani giunti lì a Favale. Visse in un ambiente rozzo circondata da fratelli violenti che non avevano nessun interesse culturale. La poetessa soffrì molto reclusa nel castello di famiglia e incompresa da tutti. Scrisse versi riversando in essi il dolore per l’assenza del padre e lo sconforto per una vita emarginata.

Sognava di evadere da quell’ambiente ostile ma non fu così. La sua fu una fine tragica. Venne barbaramente uccisa dai suoi tre fratelli per una presunta storia d’amore con un nobil uomo poeta di origini spagnole, Diego Sàndoval De Castro. Pare che tra i due ci fosse uno scambio di epistole contenenti versi. Analisi varie di diversi studiosi hanno evidenziato come questi versi non contenevano nessun riferimento ad un amore tra di essi.La poetessa cercava conforto e molto probabilmente conferma della sua dote poetica. Una storia che mi ha coinvolto ed entusiasmato molto e non credo sia accaduto solo a me. Il castello di Valsinni si erge nel punto più alto del paese.Da qui è possibile scorgere un panorama meraviglioso. Man mano che si sale, prima di arrivare all’ingresso del castello, ci sono affisse sulle mura delle tavole di legno come delle pergamene su cui sono stati scritti con la tecnica dell’intarsio le liriche della poetessa. Ce ne sono tredici proprio come il suo esiguo ma affascinante corpus poetico:dieci sonetti e tre canzoni. La tranquillità che c’è in questo luogo lascia immaginare come questa talentuosa e incompresa fanciulla visse in quei luoghi sconfinati un tempo. Ho avuto modo di trovare una guida turistica ben preparata e disponibile il dr. Rosario Mauro che ha reso questa mia visita ancora più bella e interessante. Consiglio di visitare Valsinni e il suo Castello assaporando il fascino della storia di una poetessa che merita molte riflessioni.
Paolo Santarsiero


3 Commenti

  1. Donato Pepe ha scritto:

    Inauguriamo con questo post una nuova rubrica: Basilicata da scoprire.
    Invitiamo tutti coloro che si muovono sugli itinerari lucani a farci leggere le più belle pagine del diario di viaggio.
    Grazie Paolo!

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  2. r.glinni ha scritto:

    Tra le bellezze da scoprire segnalo a breve l’apertura di trivellazioni nella nostra zona per la ricerca di petrolio. Il territorio verrà quindi devastato dagli idrocarburi, il vino saprà di petrolio , il tutto per arricchire qualche cricca romana.

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  3. Nefasto ha scritto:

    Ah dimenticavo le trivellazioni le hanno già fatte negli anni 80/85, hanno trivellato la valle del bradano. Ops scusate forse lo avete saputo solo ora??? non vi rovino la sorpresa!
    Reset.. . . . .
    Non trivellate la nostra terra!!!
    Non trivellate la nostra terra!!!
    Non trivellate la nostra terra!!!
    bhe al nord ci sono i NoTav qui abbimao i NoTnt con presidente Glinni.

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