Una lettera a Gio. Vincenzo Pinelli.
Il solito instancabile Michele Di Pietro mi ha rimesso questa lettera che il 3 gennaio 1600 l’astrofisico Ticone BRAHE, maestro di Keplero invia a Gio . Vincenzo PINELLI dei duchi di Acerenza.
Anche in questo caso si tratta di una pista di ricerca. Sarebbe utile intanto tradurla, le mie arrugginite frequentazioni del latino non bastano, e poi indagare meglio sugli attori della comunicazione e sui riferimenti contenuti nel testo.
TICONE BRAHE a GIO. VINCENZO PINELLI in Padova.
Benatek, 3 gennaio 1600.
(Bibl. dell`Università di Basilea. cod. G. I, 35, car. 8-9. – Minuta autografa.)
Illustri et Clarissimo viro anno Vincentio Pinello, Patricio Patavino,
D.no et amico suo Observandissimo.
Illustris et Magnifice vir,
S. Cum superiore anno Italiam peragrasset nobilis et eruditus adolescens Franciscus
Tengnaglius, qui aliquamdiu antea, tam in Dania quam Germania, meus domesticus fuit,
et Dresdae a me, in Italiam profectus, inter alia, ut, Patavium transiens, te officiose meo nomine salutaret atque de statu mearum rerum edoceret, in mandatis habuit; reversus autem nuper ad me, cum ab ipso percontarer an te allocutus esset, respondit se quum primum1 Patavium permeasset, saltem biduum ibi mansisse, interim te conveniendi nullam datam fuisse commoditatem. Reiecit itaque illud in reditum suum, donec, ulteriore Italia perlustrata, in Germaniam ipsi revertendum foret. At, cum rursus urbem vestram accederet et quod antea omissum erat praestare satageret, te ibi non invenit; sed in villam tuam, animi caussa, secessisse, Mathematicus vester Galilaeus de Galilaeis referebat. Re itaque hac, praeter utriusque nostrum expctationem, infecta, is ad me (uti dictum) rediit…
Vale, salutato a me peramanter ob conformia studia praestantissimo istic mathematum professore Galilaeo de Galilaeis; qui si mihi (uti constituerat) per dictam occasionem scripsisset, me in respondendo non invenisset difficilem. Poterit tamen id alio fortassis tempore praestari….



il 7 febbraio 2010 alle 19:43
All’Illustre ed Esimio Vincenzo Pinelli, Nobile Padovano, Degno (?) e grandemente Riverente verso il suo amico
Illustre e Magnifico,
Quando l’anno scorso il giovane Frans Tengnagel, nobile ed erudito, attraversò l’Italia, quello stesso giovane che per un certo periodo in precedenza, tanto in Danimarca che in Germania fu mio assistente e allorché questi si allontanò da Dresda per percorrere l’Italia ricevette da me il mandato, fra l’altro, quando si fosse trovato a passare per Padova, di salutarti con i miei omaggi; ritornato, a sua volta, da me non molto tempo dopo e alla mia domanda circa l’eventualità di averti parlato, rispose che non essendosi trattenuto a Padova se non nemmeno due giorni per la prima volta, tu non trovasti alcuna data in quel lasso che ti risultasse comoda all’incontro. Se ne tornò dunque, quello, indietro finché, perlustrata l’Italia più lontana, stava per essere di ritorno in Germania. Trovandosi tuttavia a ritornare nella vostra città ed adoperandosi per compiere ciò che prima non aveva fatto, quivi non vi trovò; ma riferì che, per proprio piacere, nella tua dimora si ritirava il vostro matematico Galileo Galilei.
A proposito di ciò edotto, contro le stesse aspettative di noialtri, egli (così come riferiscono) se ne ritornò da me…
Stammi bene dunque, saluta da parte mia e con molto affetto per la conformità di studi ed interessi quell’eccellentissimo professore di matematica Galileo Galilei cosicché se questi (come s’era stabilito) dovesse scrivermi per la già convenuta occasione, non mi risultasse difficile di rispondergli. Possa magari ciò in un altro momento accadere…
il 8 febbraio 2010 alle 15:31
Ringrazio l’anonimo per aver tradotto con tempestività e grande competenza il testo in latino. Mi ha aiutato molto e mi auguro che questa collaborazione continui nel tempo. Infatti, nelle mie ricerche, sono numerosi i testi in latino che consulto e che non riesco a tradurre in quanto la mia preparazione scolastica non me lo consente.
Maggiore difficoltà incontro nel consultare i numerosi testi in greco antico che riportano spesso il nome di Acerenza.(Αχεροντα /Αχεροντος ecc.)
Può essermi di aiuto anche in questo caso?
Ringrazio nuovamente e invio cordiali saluti.
il 8 febbraio 2010 alle 19:08
Grazie a te, la traduzione è abbastanza libera e un pò arcaica, devo dire, ma vabbè, di meglio non sapevo fare!!! Pane per i miei denti, io adoro tradurre testi antichi, anche dal greco (anche se me lo ricordo un pò meno!!!) se vuoi ti lascio la mia mail, anche se non so di preciso come comunicartela via blog… In questo devi essere più bravo di me che con la tecnologia sono un pò ignorantella! Fammi sapere in qualche modo…