NINO LONGO: mi preparò a fare di Pietragalla il mio luogo dello spirito.

Pubblicato da Donato Pepe il 2 febbraio 2010

E’ stato il mio maestro nella scuola elementare di Pietragalla dal 1947 al 1952, negli anni duri del secondo dopo-guerra. Quando, ai mali endemici di una terra avara e matrigna da sempre, si sommarono quelli occasionati dalle brutture della guerra. In questa i Pietragallesi, benché la percepissero lontana, non compresa e non voluta, rimasero coinvolti, come in tutte le altre calamità, che, peraltro, erano abituati ad affrontare pazientemente e dignitosamente.
Il maestro Nino Longo – limpido esempio di quanto fosse valida l’istruzione del “maestro unico” che conduce per mano il bambino alla scoperta del mondo, senza le incertezze di indirizzo della pluralità di educatori – ci aveva sì insegnato a leggere, scrivere e far di conto, ma soprattutto, con gli scarsi mezzi dell’epoca, ci aveva aperto alla vita con le sue lezioni di civiltà, di conquiste socio-culturali e di fiducia nel futuro dell’uomo. Lezioni dalle quali – così come le ricordo oggi dopo oltre sessant’anni – traspariva un eccezionale ottimismo di fondo. Una visione sempre positiva dell’esistenza umana, al di là di ogni inevitabile contrarietà .
Del ventennio fascista, non si era trovato intruppato fra le frotte dei denigratori dell’ultima ora. Dell’esperienza appena conclusa, apprezzava gli aspetti positivi di talune conquiste sociali, ma riteneva che, sulla democrazia appena ritrovata, sarebbe stato possibile costruire un futuro ben migliore per la nostra derelitta regione, della quale riconosceva già da allora la potenzialità delle risorse delle quali era dotata (come dimenticare le sue lezioni sulle dighe, sulle centrali idroelettriche e quando ci illustrava il significato di una “torre per l’estrazione del petrolio” posizionata su Tramutola nelle cartine del “Sussidiario”, che ancora conservo?).
Poi, laureatosi, andò ad insegnare a Roma alle scuole medie. Ma in paese è tornato tutti gli anni, immediatamente dopo la chiusura delle lezioni, restandovi fino all’inizio dell’anno scolastico successivo. E non potevo fare a meno di incontrarlo ogni volta che anch’io tornavo a Pietragalla, andando a cercarlo alla “Taverna” o alla “Mancosa” dove ero sicuro di trovarlo, per alimentare quei sentimenti di riconoscenza nei suoi confronti che con il tempo, lungi dall’affievolirsi, sempre più si consolidavano in me ormai diventato adulto.
Parlavamo di tutto, ma alla lunga si tornava sempre sull’argomento “Pietragalla”, perché per noi era il luogo dello spirito, come lo è Gerusalemme per gli Ebrei, i Cattolici ed i Musulmani. Centro dei valori che spaziano da quelli più tradizionali quali la patria, la famiglia, il lavoro, l’amicizia, la religione … a quelli che sono più nella considerazione dei contemporanei, quali la solidarietà, l’attenzione per i meno fortunati, la meritocrazia … Ma anche concentrazione di quegli aspetti meno positivi che una piccola comunità ineluttabilmente porta con sé. Di questi ultimi, tuttavia, ne percepivamo pochi, perché al cospetto dei nostri occhi incantati i primi sopravanzavano abbondantemente i secondi.
Ora che non è più fra di noi, ha voluto riposare nel locale Cimitero, dove, quando andrò a fargli visita, potremo ancora continuare a parlare del nostro luogo dello spirito.

Domenico A. Zotta


2 Commenti

  1. Donato Pepe ha scritto:

    Che bella pagina! Attraversa con spirito positivo e sereno la storia, la pedagogia, la politica, e tutti quei saperi che riguardano problematiche come l’emancipazione sociale, la gestione delle risorse, lo sviluppo.

    A monte una istituzione povera di mezzi, modesta perchè animata da persone umili ma sagge, colte e coraggiose: la scuola.

    Protagonista di questa pagina il maestro Nino Longo recentemente scomparso, ma vivo nel cuore dei suoi alunni, uno dei quali il Notaio dott. Domenico Zotta.

    Sarei contento se questa pagina sollecitasse qualche riflessione sul ruolo della scuola nel nostro territorio, se facesse emergere altre figure di insegnanti che nei nostri piccoli comuni, hanno educato genereazioni di giovani con parole sagge, con autorevolezza culturale e con rara competenza sotto il profilo didattico e pedagogico come appunto ha fatto il compianto prof. Nino Longo.

    Un vivissimo ringraziamento all’amico dott. Domenico A. Zotta. Saremmo felici di ospitare altri suoi post sul nostro blog.

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  2. Domenico A. Zotta ha scritto:

    Grazie, caro Donato, per le generose espressioni di apprezzamento. Accetto volentieri il tuo invito e ti prometto di rifarmi vivo. Nel frattempo, serei ben felice se qualche alunno del corso 1947-1952 (che ho richiamato) avrĂ  il tempo di frugare fra le sue vecchie fotografie e troverĂ  quella scattata a tutta la classe nel 1950 o 1951. Io purtroppo non riesco a reperirla. Aspetto, con ansia, notizie in merito. CordialitĂ  a tutti i collaboratori del blog, ai quali tutti auguro una migliore prosecuzione dell’encomiabile iniziativa. Mimmo Zotta

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