Convegno AC – Sensibilità Sociale ed Educazione al Bene Comune.
Il museo diocesano di Acerenza ospita un interessante convegno promosso dall’Azione Cattolica Diocesana.
Sensibilità civile e bene comune: questo è il titolo del convegno tenutosi nel pomeriggio di sabato 9 Gennaio 2009, nella sala conferenze del museo diocesano di arte sacra . Un tema importante promosso dall’Azione Cattolica con il patrocinio del Comune di Acerenza, per spronare alla rivalutazione dell’etica del singolo individuo, cristiano e non, in rapporto alla comunità . Vengono fuori interessanti parallelismi e particolari convergenze, messe in luce soprattutto dalla relazione proposta dal Prof. Franco Piazza docente dell’Università Lateranense. L’introduzione del moderatore, apre il convegno e soprattutto le menti ed i cuori dei presenti, che si apprestano a ricevere un importante lezione di vita ed una breve ma intensa formazione etica. L’intervento di Ada Grippo, Presidente AC ha introdotto nel vivo dell’evento, esplicitando la sinergia e la collaborazione con le istituzioni, rappresentate dal sindaco della nostra Città Cattedrale, la Dott.ssa Rossella Quinto. Quest’ultima ha continuato dicendo che proprio grazie a questa interazione è stato possibile organizzare l’ importante evento, essenziale per ogni buon cittadino e per ogni buon cristiano. La relazione, profonda ed a suo modo affascinante, ha saputo tenere salda l’attenzione di ciascuno sul tema portante della conferenza, sensibilizzando all’etica dei sani rapporti. A proposito si sono tratte conclusioni utili a rapportarci prima di tutto a noi stessi e poi al prossimo, alla nostra società , al nostro mondo. Don Franco Piazza ha affermato: “l’indifferenza è il male della nostra epoca. Dobbiamo imparare a far convivere la sensibilità sociale con quella civile, che ben analizzate si mostrano come varianti di un unico temaâ€.

Vengono stilati dei punti chiave. Bene comune vuol dire: dare anima ai modelli relazionali, stare insieme formando una lineare aderenza agli essenziali ed immutabili principi della convivenza umana, educare alla capacità di cogliere il giusto modo con il quale affrontare e comprendere i suddetti principi. Viene fuori un’altra parola essenziale, già analizzata nel convegno ecclesiale diocesano: educare. È indispensabile educare alla tutela della trascendenza umana, alla rigenerazione dei rapporti sociali, ad un conoscere illuminato dalla fede, al dialogo costruttivo, ad una società riconciliata nella giustizia e nella carità , al rispetto per le istituzioni. Tanti capisaldi di una sana coscienza civile e morale, nella quale vediamo unificate la fede e la ragione, la filosofia e la teologia. Scienze da sempre a confronto ed in realtà da sempre parallele e complementari. Bisogna rendere l’altro libero per realizzare il proprio progetto di vita ed armonizzare le differenze. Il relatore ha concluso con un flash che racchiude ogni moralità e che con una giusta interpretazione sarebbe addirittura in grado di formare civilmente: “ comunichiamo il Vangelo in un mondo che cambiaâ€. L’ultimo intervento è quello di D. Tonino Cardillo, assistente AC. “ Spero che la NOSTRA Chiesa possa approfondire la sua coscienza e possa aprirsi al mondo, abbattendo le barriere e costruendo ponti, per sognare e riconquistare la nostra storia, cultura e moralità â€, ha affermato e chiudendo: “ dobbiamo unirci nelle diversità â€. Mons. Giovanni Ricchiuti conclude la manifestazione affermando che bisogna dare autonomia alle realtà temporali e citando “ Charitas in Veritate†di Benedetto XVI. Un invito oltrepassa ogni dottrina ed ogni logica temporanea e prettamente teorica e si fa speranza per un futuro di gioia in Cristo: bisogna riconquistare la dignità di esseri umani, nella nostra complessità , mettendoci al servizio di una società che ha bisogno di ritrovare un anima.
Merisabell Calitri



il 11 gennaio 2010 alle 11:50
Complimenti all’A.C. per aver posto all’attenzione diocesana il problema politico. Quella della politica è una delle più gravi emergenze del momento attuale, a livello locale, regionale e nazionale.
Abbiamo bisogno delle istituzioni che hanno in mano il nostro sistema di istruzione, il sistema giudiziario, ed il sistema sanitario. E’ quindi importante capire in mano a chi mettiamo la nostra vita.
Il cittadino però non è solo un consumatore di servizi. Può e deve contribuire a definire le linee essenziali dell’indirizzo politico che presiede alle fondamentali scelte in campo sociale, culturale e civile se non vuole diventare schiavo di interessi economici o di potere che andranno a limitare gravemente la sua libertà di azione e di pensiero.
In quanto credente condivido con convinzione il pensiero sociale della Chiesa, e fa bene l’A.C. a riproporlo.
Credo anche che chi fa informazione politica a tutti i livelli e soprattutto a livello ecclesiale non può permettersi amnesie e peccati di omissione.
A forza di votare “turandosi il naso” abbiamo prodotto terrorismo, corruzione e mafia. E’ assolutamente importante chiedere alla parte sana del paese uno sforzo senza precedenti perchè oggi questi tre mostri hanno cantagiato le nostre istituzioni e quindi è necessaria un’azione civile di resistenza e di contrasto per dare dignità alla nostra democrazia e coerenza alla nostra fede.
Non credo che i cattolici debbano fare quadrato all’interno di un unico partito, credo invece che debbano porsi, con la qualità della loro testimonianza, come lievito dell’intero sistema politico nazionale.
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il 12 gennaio 2010 alle 00:20
belle parole!!!!!!ma i fatti dicono altro…
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il 19 gennaio 2010 alle 20:27
Nell’ultima frase dell’articolo “un’anima” è scritto senza apostrofo…
Come sempre specifico che so che i termini al femminile, preceduti da articoli indeterminativi, vanno apostrofati. SCUSATE!
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