Non ci dobbiamo fermare!!! L’inverno acheruntino.
L’inverno acheruntino: cultura, divertimento e sviluppo economico e civile.
Acerenza, piccolo paesino medioevale arroccato su una rupe, realtà storica ed attuale, non smette di creare intorno a sè un’atmosfera piacevole ed intelligentemente utile. Dopo l’agosto acheruntino e dopo i nostalgici mesi autunnali la nostra comunità si risveglia. È attiva, ha voglia di dare il meglio per rendere ancora più magiche le festività natalizie. Tutte le speranze, le idee, gli aiuti materiali hanno dato vita a manifestazioni di diverso tipo ognuna delle quali ha saputo far risaltare i pregi di una cittadina che nonostante tutto non smette di sorprendere. Il periodo natalizio è stato caratterizzato da simpatici spettacoli di cabaret, rilassanti film, proiettati nell’Auditorium comunale e da tanti sorrisi sui volti dei più piccoli, che nel giorno di S. Stefano hanno visto materializzare un sogno, interagendo con quello che è l’ideale di gioia di ogni bambino: Babbo Natale. Cosa dire dunque… Piccole cose che hanno saputo far interagire non solo le associazioni locali ed i membri di queste ultime ma ogni singolo cittadino. Come sempre durante le festività , il centro storico di Acerenza ha riospitato acheruntini oriundi e visitatori ammaliati dalla sempre affascinante atmosfera della nostra piccola ma stupefacente realtà . Si sono detti decisamente soddisfatti della vitale organizzazione e dall’entusiasta ( anche se spesso scarsa) partecipazione alle manifestazioni tenutesi. “D’altronde, faceva notare uno dei tanti turisti, stiamo parlando di una comunità di paese che vive di cronaca†e ha continuato “ qui, la quotidianità è monotona e le novità sono scandaliâ€. Bisogna dunque accontentarsi e continuare ad offrire stimoli per l’economiaâ€. A proposito: in occasione del capodanno, ristoranti ed agriturismi locali si sono mossi per l’organizzazione del fatidico cenone di S.Silvestro. Ognuno a suo modo ha cercato di pubblicizzare la sua iniziativa. Volantini e menù vari, figuravano in locali pubblici e negozi. Diverse erano le proposte. Alcuni puntavano sulla gastronomia e proponevano dunque specialità locali e gustose novità . Altri hanno pensato al divertimento ed hanno offerto alla cittadinanza emozionante ed allo stesso tempo entusiasmante musica dal vivo per tutte le età . L’agriturismo da poco in funzione “ La voce dell’acquaâ€, ha pensato bene di unire musica e particolari prelibatezze, dando vita ad un cenone non affollatissimo ma raffinato ed originale. La spontaneità del cantante ed autore potentino Enzo Cianci, ha saputo far vivere una serata speciale, già caratterizzata da una stupenda eclissi lunare, abbinando le suggestioni della sua voce alla naturale simpatia e semplicità che lo distinguono, contagiando i presenti e brindando con loro ad un sereno 2010. Insomma, si è venuta a creare una dimensione economica, civile e soprattutto interagente, capace di dare ad Acerenza una vitalità non comune e decisamente speciale. Naturalmente si può sempre fare meglio e tutti i ristoranti e gli agriturismi del posto si impegneranno a immergersi ancora di più nell’investimento economico intelligente, avente fini non solo privati ma anche utili all’intera comunità . Allora non ci resta che dire grazie a tutti coloro che hanno collaborato alla buona riuscita di queste festività . Ciascuno di loro, anche se in diversi modi, ha dato qualcosa di vitale ad un paese che non vuole smettere di crescere e migliorarsi, puntando sulle ricchezze paesaggistiche e storico-culturali di quest’ultimo. Attendiamo dunque la conclusione di questi momenti di gioia e condivisione con l’Epifania per poi rituffarci nella nostra nostalgica quotidianità , che a suo modo sa essere magica e inimitabile.
Merisabell Calitri



il 2 gennaio 2010 alle 11:53
bella iniziativa dai agriturismi sperando che l’acheruntino non sia andato a festeggiarlo fuori quello che succede spesso ad acerenza strano ma e cosi! un buonissimo anno nuovo ai miei amici et a tutti gli achruntini
il 4 gennaio 2010 alle 10:22
Amadeus ha ragione bisogna apprezzare di più chi ha delle iniziative.
In ogni caso Bravissima, come sempre, Merisabell che con i suoi articoli fa vivere dei momenti belli di vita.
il 8 gennaio 2010 alle 17:32
Sono davvero commossa nel leggere il commento di Enzo,il quale analizzando, o meglio Sentendo,( aprendosi ad un cammino di senso), ricerca l’anima nei miei scritti. I momenti belli di vita di cui parla e che dice recepire, sono gli stessi che io vivo e che tento di descrivere e comunicare, trasmettendo a tutti i lettori del blog, le emozioni che Acerenza non smetterà mai di scuscitare in me ed in tutti i suoi figli. Sono felice che arrivino a qualcuno e ringrazio profondamente Enzo per avermi capita… Grazie ancora!
il 9 gennaio 2010 alle 21:58
concordo con enzo: merisabell è davvero speciale. sa cercare l’anima nelle cose. mi farebbe piacere conoscerti meglio, ti contatterò io. un affettuoso saluto da un amico di Acerenza. ancora complimenti!
il 9 gennaio 2010 alle 22:02
comunque dimenticavo di chiedere: qualcuno mi dice tre aggettivi con cui descrivere Acerenza, soprattutto tenendo in considerazione l’inverno acheruntino?
il 12 gennaio 2010 alle 15:22
Qualcuno del posto saprebbe dirmi dove si trova e come posso visitare la chiesa rupestre di san michele lìad acerenza?Grazie, io sono un giovane studioso.
il 13 gennaio 2010 alle 19:26
Ciao Giovanni… puoi rivolgerti a me…
Abito nel centro storico, in largo Gianturco. Quando sarai ad Acerenza chiedi di me, non sarà difficile trovarmi. I miei genitori hanno la custodia della cappella di San Michele.
A presto.
il 13 gennaio 2010 alle 22:19
Grazie tante merisabell, io sto facendo un censimento delle chiese rupestri della zona, avrei bisogno che poi qualcuno mi accompagni anche lìì.
il 14 gennaio 2010 alle 14:30
Naturalmente, io e la mia famiglia siamo a disposizione… Vedrai, è una stupenda chiesetta…
il 14 gennaio 2010 alle 21:52
Tre aggettivi per descrivere Acerenza in rapporto all’inverno acheruntino? malinconica, a tratti stupefacente, unita…
Tanti complimenti a Merisabell per l’impegno nel blog. Leggo tutti i suoi articoli e sono davvero molto molto belli. Sanno descrivere al meglio ogni situazione unendo alla cronaca momenti di filosofia di vita… brava, molto brava….
il 17 gennaio 2010 alle 22:51
Scusa assai , ma cosa significa ” nostalgica quotidianità , che a suo modo sa essere magica e inimitabile ” ? Tu , magari , sei brava , ma i gorghi del linguaggio giocano brutti scherzi .
il 18 gennaio 2010 alle 12:43
caro moby dick, se tu conoscessi acerenza non impiegheresti molto tempo a comprende il concetto che ho voluto esprimere. ti assicuro che i “gorghi del linguaggio” sono ben altri. sei mai stato nel centro storico in una sera di nebbia? ebbene, io ci VIVO!!!!!
quella e la nostalgica quotidianità , un sentimento di malinconia dettata dall’aura di mistero che il bel borgo non smetterà mai di trasmettere. inoltre la quotidianità èunica nel suo essere retorica. prova a vivere meglio il tuo paese, se lo è , e capirai…
il 18 gennaio 2010 alle 15:43
Ecco , brava : la malinconia , non la nostalgia che è tutt’altra cosa . Per il resto il tuo paese , che conosco bene , è
veramente delizioso . Un pò freddino , di questi tempi , ma comunque ..
il 18 gennaio 2010 alle 22:00
merisabell posso venire domani alle 3 e30 per visitare la chiesa rupestre?Se si mi faccio trovare davanti la cattedrale dato che non sono esperto dei acerenza. Grazie
il 19 gennaio 2010 alle 18:18
nostalgia vuol dire dolore per il ritorno.
se si è sensibili, anche tra le mura di un paesino arroccato sud una rupe si può vivere questo sentimento, che tra l’altro, è segno di maturità interiore.
ad ogni modo, ti ripeto che i gorghi di parole, son ben altri.
il 19 gennaio 2010 alle 18:19
va bene Givanni, domani alle 15.30 davanti alla cattedrale. a domani!
il 19 gennaio 2010 alle 20:05
mi scuso con moby dick… nel post numero 12 ho parlato prima di malinconia e poi di nostalgia. nostalgia, come dicevo prima, vuol dire dolore per il ritorno, mentre malinconia significa umore nero. ebbene, tu mi dici che nell’articolo sarebbe andato meglio il termine malinconia. per me non è così. il mio paese, nella sua retorica quotidiana, non mi trasmetterà mai quest’ultimo sentimento. acerenza, nella sua ” nostalgica quotidianità , che a suo modo sa essere magica ed inimitabile”, l’umore nero me lo fa passare!!!!!!!
il 19 gennaio 2010 alle 20:10
mi scuso, inoltre, con tutti gli attenti lettori del blog di Acerenza, che avranno riscontrato nei miei articoli alcuni errori grammaticali. ci tengo a specificare che sono di stampa o al massimo di distrazione. ad ogni modo, sono ben felice che coloro che me li hanno fatti notare, leggano con un’attenzione tanto meticolosa i miei scritti… ripeto, di questo sono fiera ed accetto ogni critica costruttiva…
scusate ancora…
il 19 gennaio 2010 alle 20:40
Ok merisabell, ti ringrazio tanto,sarò con una renault di colore verde scuro.
il 19 gennaio 2010 alle 23:07
Appunto – ma tu guarda un pò ! – se vivi già nel tuo meraviglioso borgo di quale retorica nostalgia parli ? Dobbiamo sconfiggere i demoni della scrittura se vogliamo , veramente , raccontare realtà ed emozioni . Ma veramente veramente . Una cosa difficilissima , aspra , dolorosa perchè comporta il sacrificio di rastremare : scrivere , cioè , in un modo non altrimenti possibile . Pensa te !
Non ti disturberò più . Auguri .
il 20 gennaio 2010 alle 13:53
Non mi hai assolutamente disturbata, anzi… Abbiamo pensieri un po’ differenti ma questo non vuol dire che non mi abbia fatto piacere discutere con te…ad ogni modo la retorica nostalgica è collegata anche ad avvenimenti soggettivi… sarebbe bello confrontarci anche dal vivo…
il 20 gennaio 2010 alle 16:37
Abbiamo gli stessi pensieri , ma grammatiche diverse . Comunque , sappi che le persone come te mi stanno irresistibilmente simpatiche , non foss’altro perchè , a differenza di tanti cialtroni , cercano di fare cose importanti. Sappi anche che nell’elenco di quei cialtroni c’è pure – dannatamente – il mio nome .
Ma è questa la ragione per la quale un pò m’inalbero quando leggo il racconto di una scrittura e non la scrittura che racconta . Rastrema , Merisabel , rastrema : siamo noi che raccontiamo , non i codici delle tradizioni letterarie .Hemingway ci ha dimostrato che non si piange e non si ride con gli aggettivi .
il 20 gennaio 2010 alle 18:50
complimenti moby dick… hai ragione, terribilmente ragione… mi sforzerò di far raccontare di più alla mia scrittura…
tante volte mi rendo conto che, sotto l’impulso dell’emozione, non riesco a rastremare. penso anche, però, che la sintesi delle emozioni è qualcosa che definirei errata. spero un giorno, di trovare le parole più adatte ad esprimere le sensazioni che mi circondano. tante volte mi trovo a confrontarmi con un mondo che sta pedendo lo stupore davanti alle piccole grandi cose. oggi si pensa alla sola soddisfazione di bisogni materiali e non ci si rende conto, secondo me, che le cose vitali sono altre e che tante volte queste ultime vanno oltre le apparenze. io non cerco di fare cose importanti, tento solo di instaurare un rapporto animistico con tutto ciò che mi circonda, intraprendendo un cammino di senso, alla ricerca di Rivelazione… ad ogni modo grazie per i tuoi consigli e per il tuo tempo…
il 20 gennaio 2010 alle 21:05
Dite sempre : si si , no no ; tutto il resto appartiene al maligno .
il 21 gennaio 2010 alle 13:33
Grazie merisabell, per esserti messa a disposizione per la chiesa rupestre. Peccato dovrebbe essere molto di più valorizzata, visto che fa parte del nostro patrimonio storico, ovvero della nostra identità . Mi farebbe piacere se tu mi portassi dai proprietari della chiesa, per indagare loro cosa si ricordano degli affreschi presenti; in questi giorni sarà a roma, e per la prossima settimana mi farò sentire. Grazie
il 22 gennaio 2010 alle 14:37
E’ stato un piacere… ci sentiamo Giovanni, a presto!
il 26 gennaio 2010 alle 09:20
Leggendo questi commenti ritengo che il Sig. Moby Dick, non avendo lui pubblicato la sua vera identità , dovrebbe smettere di scrivere poichè si potrebbero interpellare i suoi commenti falsi come il suo nome.
il 26 gennaio 2010 alle 11:37
Ok, amico mio, come non detto. Anzi, come non scritto, di più: come mai avvenuto. Tutti un pò permalosi, però.E che sarà mai!
Un saluto affettuoso anche a te.
il 26 gennaio 2010 alle 12:37
Forza, Balena, resisti. L’iracondia è una delle tendenze favorite dai frequentatori del blog. I quali, del resto, non comprendono che ci si può confrontare anche stuzzicandosi – purché bonariamente e senza malevolenza. Quindi non inabissarti, Cetaceo: resisti e continua ad esprimere le tue idee. Per quelle, non ci sono fiocine che bastino.
il 26 gennaio 2010 alle 15:50
Non penso di essere permaloso, anzi apprezzo i saluti di moby dick ricambio e come dice Achab ci si può confrontare anche stuzzicandosi – purché bonariamente e senza malevolenza. La vita è bella godiamocela con qualsiasi situazione si presenti.
il 26 gennaio 2010 alle 18:38
Giusto stamattina ti pensavo, caro capitano. Sei stato uno dei pochi che ha capito: ironico, raffinato, garbato.In attesa della mia prossima spruzzata, immensa e cristallina all’orizzonte,accogli il mio saluto.
Sincere affezioni.
il 26 gennaio 2010 alle 20:03
Li accetto e li ricambio. È un piacere avere a che fare con persone vive e intelligenti, che vanno al cuore dei problemi con pacata efficacia. Ciò mi impone di dissentire da chi tenta di soffocare una voce libera. Con stima.
il 26 gennaio 2010 alle 23:06
Oddìo,Guayo! Ma che sbadato! Non avevo letto il tuo msg n°30: ..apprezzo..ricambio..come dice Achab..etc etc.
La faccio breve e ti dico due cosettine su cui avevo, pietosamente, sorvolato.
La prima: un testo non s’interpella perchè non è una persona, se mai s’interpreta.
La seconda: non sarai mica un poliziotto per pretendere l’idendità degli altri, senza dichiarare la tua? Oppure com’è? Fai Guayo di cognome e, magari, Costante di nome? Nel qual caso ti consiglierei di avere molta cura nei tuoi riguardi, perchè, come ammonisce un antico adagio latino,i nomi,crescendo crescendo,alla fine diventano l’uomo che li porta.
il 27 gennaio 2010 alle 09:18
Caro moby dick sai benissimo che non è la forma che conta ma il contenuto.E per chi vuol capire , specialmente per le persone acculturate come te, capisce anche con gli errori di grammatica .Ma mi sa che tu fai il finto tonto.Dalle nostre parti si dice “Meglio Fesso che Sindaco” Hai captato moby?
il 27 gennaio 2010 alle 09:36
bravo mody dick, ancora una volta hai dato dimostrazione della tua immensaaa…cultura… devi sapere,però che a volte i guai sono meno preoccupanti di colro che ce l’hanno un po’ con il mondo. mi permetto di darti un consiglio: sii più positivo. guayo ha ragione: la vita è la cosa più bella che abbiamo, viviamola intensamente.
p.s: ad ogni modo non concentriamoci solo sugli errori grammaticali ma ricerchiamo il senso delle cose e perchè no, degli scritti. hanno un’ anima anche loro…
alla faccia dei gorghi di parole…
il 27 gennaio 2010 alle 10:02
Egregio Signore, o Signora
Grande Moby Dick, regina madre segui le stelle che sai
non fidarti della croce del sud e di Guayo la caccia non finirà mai.
La sorte corre nella tua scia colpo di coda e volerai via.
Moby Dick, bada a te.
Chi impazzì dietro a te, non tornò mai più e neanche tu.
Dormi Moby Dick, spegni le ali e dormi sicura o sicuro se vuoi
vola via sopra un vascello fantasma.
e vola via verso una terra promessa
Moby Dick bada a te se t’innamorerai
meglio dare la tua identitÃ
perché il tuo amore non conoscerai
e saranno “guai†o Guayo come tu vuoi.
Medita Moby …Medita
Pace e bene fratello o sorella chiunque tu sia.
il 27 gennaio 2010 alle 10:48
Grazie per i commenti e consigli vari. Buoni e educati,una volta tanto. Mancherò un pò di giorni,impegni vagamente seri.Saluto cordialmente gli amici che hanno interloquito con me,sia pure con qualche -lo ammetto e chiedo scusa- passionale ruvidezza da parte mia:
merisabel
achab
rglinni
unalucana
soloperlachiarezza,che non meritava la mia freddura senza senso,dopo la sua seria e dettagliata trattazione.
PS Oh,mi raccomando,non si sparla degli assenti!
il 4 febbraio 2010 alle 13:57
Ciao merisabell, come promesso sono tornato da impegni accademici, per cui quando vuoi e se ti va, potresti portarmi dai proprietari della chiesetta rupestre?Grazie ti do la mia e-mail
giovannidandrea@katamail.com.