Presentazione del libro “Acerenza racconta”

Pubblicato da pharmak0n il 2 luglio 2009

Martedì, 30 giugno 2009, nella sala consiliare della Comunità Montana, Acerenza si è raccontata dal vivo. Un incanto che ha saputo incantare: voci giovanissime, voci di un passato che non vuole essere risucchiato dall’oblio, musiche dal vivo di giovanissimi della nostra Banda.
Gli alunni della Scuola Primaria e della Scuola dell’Infanzia hanno presentato un’azione del progetto Lettura e scrittura creativa: una narrazione scritta da tante mani sui banchi di scuola, una fiaba moderna in cui Acerenza e i suoi piccoli abitanti, i suoi luoghi, la sua magia, la sua storia passata e presente si incontrano e si raccontano con parole e immagini.
I docenti e i dirigenti hanno fermamente voluto la pubblicazione del volume affinché questa conoscenza diventi relazione, memoria e scoperta continua.
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La referente del progetto, insegnante Isabella Famularo, ha aperto la serata dicendo:

E’ il libro il protagonista di questa serata. Siamo felici di presentare questo nostro lavoro perché pensare ad un libro vuol dire soprattutto creare quei presupposti che consentono ai bambini di andare lontano tra realtà e fantasia oltrepassando limiti e confini fisici e temporali.
Il nostro libro, quale documento prezioso che apre l’io ad infiniti mondi favorendo processi di identificazione, vuole mettere in evidenza che lo scrivere è una magica strategia che libera il pensiero, una magia che crea, proietta oltre il detto, fa crescere e fa conoscere.
Si sa che la fiaba, luogo di tutte le ipotesi, può consegnare le chiavi per entrare nella realtà attraverso strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere se stesso e il mondo, gli può dare delle immagini per analizzarlo e criticarlo e una spiegazione della vita.
Quindi “Acerenza raccontaâ€, una nuova fiaba moderna, racconta di sé, delle sue meraviglie, delle sue ricchezze e povertà; un narrare tra realtà e fantasia, tra eventi e mistero.
Un libro è come uno specchio che l’autore offre perché si scoprano cose che, senza lo specchio, non potrebbero scoprirsi.
I bambini attraverso la scrittura, con una penna tra le dita e colorando i loro pensieri d’inchiostro hanno imparato a guardare questo specchio simbolico in una simbiosi tra possibile ed impossibile, scoprendo un mondo che appartiene all’uomo da sempre.

La dirigente scolastica Roberta Masi ha sottolineato il senso dell’iniziativa, l’impegno della scuola per la promozione della nostra comunità, il piacere personale di essere “Acheruntina†per il tempo di permanenza ad Acerenza.
Il dirigente Giuseppe Possidente, che negli anni scorsi ha sostenuto il progetto, ha dato un significato originale alla scelta di una lucertola come guida dei bambini nella narrazione: come la lucertola cerca il sole, così i bambini sono alla ricerca della luce e del calore di una cultura vitale.

Antonietta Pepe

Immagine anteprima YouTube
Ringraziamo Canio Scattone per la segnalazione del video.
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3 Commenti

  1. Antonio Famularo ha scritto:

    Esprimo vivo compiacimento per la cerimonia di presentazione, tenutasi il 30 giugno, del testo “Acerenza racconta” quale frutto di un impegnativo lavoro didattico dalle caratteristiche particolarmente originali.
    Apprezzo soprattutto il percorso seguito che richiama ed esprime “emozioni creative” atte a far conoscere agli alunni, in un’atmosfera suggestiva e poetica, le peculiarità artistiche e architettoniche della nostra cittadina, attraverso un gioco di scoperta dei luoghi in una successione fiabesca.
    Complimenti a quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’opera.
    Saluti e auguri di buon lavoro!

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  2. Donato Muscillo ha scritto:

    Complimenti e buon lavoro ai ragazzi e ai loro docenti!

    Avevo già sottoposto alla tua attenzione, Antonietna, un’ideuzza, sempre in riferimento alla magia delle parole, rivolta ai giovani, un piccolo laboratorio, un gioco maliardo di parole e di versi.

    Le tracce le ricavo da un’opera di Juan Ramon Jimenez, Premio Nobel 1956, che scrisse nel 1914 Platero y yo.
    [ Platero e io di J.R. Jimenez, editore Passigli, 1998 ].

    È un poema scritto in prosa, un componimento che evoca un mondo agreste in bilico tra fantasia e realtà, sullo sfondo del paesaggio andaluso.
    Un’opera, come è stato detto, “bella senza abbellimenti”, forse la più amata dagli spagnoli fra quelle di questo secolo; Due sono i protagonisti di quest’opera: il poeta e il suo asino – anzi, l’asino e il poeta – e, come sfondo, il leggendario paesaggio dell’Andalusia. E’ un libro dolcissimo, pieno di colori e di luci; un’elegia leggera, che narra la storia dell’amicizia, della solidarietà fra l’uomo e l’animale, compagni di viaggi, scorrerie, ricordi, riflessioni.
    In piccoli quadri, in n° di 138 per l’esattezza, è narrata l’esistenza di Platero che, con il poeta, ripercorre le strade di Moguer – i luoghi della giovinezza di Jiménez – aiutandolo a ritrovare in questo viaggio il sentimento della vita.

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  3. Antonietna ha scritto:

    Un sorriso, un grazie di cuore e tanti complimenti per il servizio registrato da Canio Scattone!

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