Perdita gravissima: in c/da Pescarella bruciato un albero padre.

La conoscevamo tutti come la quercia plurisecolare, aveva il tronco di circa dieci metri di circonferenza.
Era in contrada Pescarella presso il Casino Lamiranda.
Quella quercia non c’è più per un inaudito crimine contro la natura e contro la storia. Qualcuno deve aver messo del fuoco nel tronco di questo venerabile albero padre.
Una perdita gravissima per Acerenza.

La notizia è arrivata al comune di Acerenza per niziativa del Geometra Gaetano Tiri di Oppido, che ha provveduto a segnalare la cosa al corpo forestale con questa foto e questa didascalia.

Il geometra Tiri si era recato in visita all’albero padre di cui aveva trovato notizia in una pubblicazione della Comunità Montana Alto Bradando edita nel 2002. Immaginate il suo sgomento nel trovare l’albero padre, cito le sue parole: “disteso per terra, ucciso, bruciato da dentro il tronco enorme con la cenere ancora calda”.
La prima immagine è una litografia del pittore Aurelio Lamiranda, molti acheruntini espongono questa immagine nella loro casa, questo albero padre concorreva a delineare i tratti della nostra identità , faceva della nostra storia.

il 15 settembre 2008 alle 22:45
Quel o quei miserabili non hanno idea del danno che hanno compiuto uccidendo quell’essere.
Non dovrei dirlo (il parroco non mi perdonerà ), ma io credo a un grande costruttore di zampogne quando dice che fare del male ad una “creatura” come quella non porta nulla di buono a chi ha appiccato il fuoco.
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il 15 settembre 2008 alle 23:12
Accidenti,
era un monumento naturale!
Come è triste dire: ERA!
E’ stato fotografato e inserito in pubblicazioni molto importanti!
Abbiamo perso qualcosa che non possiamo ricomprare a nessun prezzo! Molti non sentiranno la mancanza perché un enorme albero vecchio, in fondo, è qualcosa a cui ci si abitua, fin quando non c’è più e solo allora nasce il desiderio di raccontarlo.
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il 16 settembre 2008 alle 07:10
Quando la barbarie avanza ergiamo muri… di poesia!
La quercia caduta – Giovanni Pascoli
Dov’era l’ombra, or sé la quercia spande
morta, né più coi turbini tenzona.
La gente dice: Or vedo:era pur grande!
Pendono qua e là dalla corona
i nidietti della primavera.
Dice la gente: Or vedo:era pur buona!
Ognuno loda, ognuno taglia. A sera
ognuno col suo grave fascio va.
Nell’aria, un pianto… d’una capinera
che cerca il nido che non troverà .
Giù nella valle c’è ancora …
di Donato Muscillo
Giù nella valle c’è ancora uno straordinario pino,
pino d’Aleppo;
non ho certezza,
ma oso pensare alla prodiga mano
di legionario romano
e al dono che ci fece.
Secolare troneggia nell’azzurro,
ostenta la verde cupola,
si innerva al cielo,
tende le braccia
e pare carezzi di Acerenza il borgo.
Isola quiete sei
e fresca nella calura estiva,
e le ginestre, che sono di incanto,
ti fanno serto,
trattenendo del vento la musica
e lo sfrenato ronzio .
A sera addormenti la valle,
cullandola.
Ai tuoi piedi fu sepolto Platero!
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il 16 settembre 2008 alle 08:51
Si Antonietta, credo si trattasse dell’esemplare fotografato su “Gli Alberi Monumentali d’Italia” Abete Edizioni. Ho i due volumi a casa con un pò di tempo tenterò di verificare ed eventualmente scannerizzare la foto per poi trasmetterla allo Staff.
L’ignoranza ci rende marionette manipolate da un potere ottuso; fa più danni di una guerra.
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il 16 settembre 2008 alle 10:35
Se l’albero risultava bruciato dal suo interno, siamo sicuri che non si sia trattato di un fulmine?
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il 16 settembre 2008 alle 11:39
Perché non chiedere lumi all’avvistatore geom. Gaetano Tiri da Oppido, così preciso nelle sue note di campagna, ( orario di avvistamento pomeriggio, giorno dell’accaduto 3 settembre ), sulle condizioni atmosferiche nella zona ?
Eviteremmo trappole per gli opinions maker e confermeremmo doti di preveggenza al dott. Torre.
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il 16 settembre 2008 alle 15:18
Volevo avvisare che il 3 settembre effettivamente è piovuto. Il temporale era nella zona di Potenza/ Cancellara , ma anche ad Acerenza il 5 setetmbre ho trovato tracce di terreno bagnato molto evidenti .
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il 16 settembre 2008 alle 20:52
Il geometra Tiri da me interpellato sulla ipotesi di Torre ha risposto:
Il fulmine acquieterebbe tutte le coscienze, certo non lo si può esludere, ma a me non pareva
potesse trattarsi di un fulmine. Qualche anno fa mi sono interessato a far riconoscere come albero padre una quercia di Oppido, con 5 metri e quaranta di circonferenza, temo che anche quella di Oppido possa smottare perche posta su una fontana e sotto la quercia passa il torrente Varco in contrada Santa Anastasia, presso la masseria Gagliardi. Mi hanno promesso che avrebbero fatto un muro di sostegno. A tutt’ora non è stato fatto nulla.
Vorrei solo che ci fosse attenzione e cura per questi venerabili alberi padri.
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il 16 settembre 2008 alle 21:16
Se fosse possibile individuare l’ora ed il giorno del fattaccio (più che quello del ritrovamento), si potrebbe chiedere al Cesi la mappa dei fulmini caduti su Oppido.
http://www.fulmini.it
Io temo che si sia trattato di un fulmine, ho già visto la stessa identica cosa descritta dal Geometra su un bellissimo melo – di una specie ormai quasi scomparsa – centenario.
Il fulmine è entrato da un ramo ed ha percorso tutto il tronco fino alle radici, provocando una cavità perfettamente cilindrica ed incendiando l’albero stesso.
Fortunatamente, quest’anno, sono spuntati dal terreno i primi germogli.
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il 16 settembre 2008 alle 22:53
Ad Acerenza è piovuto martedì 2 settembre, e non il 3.
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il 17 settembre 2008 alle 14:07
Mi permetto di dire che questo Albero dava un po’ fastidio alla veduta CASA DI CAMPAGNA!
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il 18 settembre 2008 alle 13:02
Comunque sia andata sono davvero dispiaciuto. Un albero padre non si vede così facilmente.
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il 7 ottobre 2008 alle 15:13
L’impressione avuta a caldo, da me e dal sig. Canio Fidanza (che era con me al momento della scoperta il 3.9.2008), è che il fuoco sia stato appiccato utilizzando la cavità presente al centro dell’albero. Il terreno era perfettamente asciutto e non vi erano assolutamente tracce di recenti temporali. La cenere, inoltre, era ancora calda ed ammassata al centro dell’albero.
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il 8 ottobre 2008 alle 19:12
Per favore, prestiamo ATTENZIONE! C’è un’altra importante opera umana a rischio… la Torre longobarda che sta cedendo presso l’ufficio postale. L’abbiamo per l’ennesima volta fotografata con gli alunni della scuola, io credo che se l’inverno dovesse essere piovoso e freddo, il ghiaccio la sgretolerà !!!!!!!!!!!!
Aiuto!!! Grida la storia, la scuola, la comunità !
Un rilievo tecnico è indispensabile!
Se ho torto sarò felicissima!
A cosa mi servirebbe aver ragione?
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il 17 gennaio 2010 alle 06:53
Che vergogna, si sa benissimo chi da fuoco continuamente ad Acerenza, ma tutti fanno finta di niente.
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il 11 settembre 2011 alle 07:41
[...] allora come oggi solcano il cielo di Acerenza. Il nibbio, la roccia, le poderose secolari querce, i cosiddetti alberi padre, richiamano l’antichissimo mito cosmognotico dei popoli del Nord Europa che passarono di qui [...]
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