Dream People di Roberto Cancellara

Una nuova ipotesi sul Tumulo.

Pubblicato da Donato Pepe il 23 giugno 2007

lello-glinni.gif

Incontrare l’avvocato Raffaello Glinni è sempre una occasione per imparare qualcosa.

Questa volta trattiamo del Tumulo di Acerenza. Si dice vi sia stato sepolto Claudio Marcello, caduto in guerra contro Annibale.

Ma no, Donato, – incalza l’avvocato- l’esercito romano era in fuga braccato da Annibale, come avrebbero potuto i romani costruire una collina artificiale? non ne avrebbero avuto il tempo! Oltre tutto non era costume dei romani onorare così i loro morti.

La struttura ha la tipologia tipica dei tumuli celtici, quindi, al più, potrebbe essere stata realizzata dai Galli, che combattevano insieme ad Annibale, per onorare degnamente un loro caduto.

Il Tumulo, per molti aspetti, richiama il famoso sito archeologico di Silbury Hill in Gran Bretagna.

Del resto esistono nella nostra zona molte testimonianze archeologiche che rimandano ai Celti.

Nel V e IV secolo a.C. i Celti occupano l’Italia centrale e presumibilmente un ramo di questo popolo si stabilì sul nostro territorio e dette origine ai Lucani. I Celti onoravano Luch dio della luce, la dea Mefitis ed Ercole , le stesse divinità di cui troviamo importantissimi santuari a Serra di Vaglio e ad Acerenza.

Si tratta di una ipotesi molto suggestiva di cui torneremo sicuramente ad occuparci, giacchè Raffaello Glinni sta raccogliendo una ampia documentazione.

tumolo.gif

Il Tumulo.


6 Commenti

  1. michela cossidente ha scritto:

    che fantasia …..
    come si fanno ad immaginare certe storie?

  2. giuseppe sole ha scritto:

    lo spirito da esploratore che lo accomuna a colombo e magellano possa rivoluzionere la storia .

  3. Donato Pepe ha scritto:

    Il problema è che nelle nostre performances culturali non c’è spazio per i Colombo nè per i Magellano.

    Ma anche rimanendo comodamente seduti su un tavolo di consultazione in biblioteca se fossimo più intraprendenti ci potrebbe sorprendere G. Rohlfs che già nel 1931 prima e nel 1941 poi nello studio dei dialetti lucani trova significatve tracce di una cultura galloitalica a Tito, Picerno, Vaglio, Pignola, Ruoti, Avigliano Cancellara e Trivigno, poi a Nemoli, Rivello, San Costantino e Trecchina.

    Lo stesso autore ha trovato tracce in uno studio molto più ampio ed approfondito di un gruppo galloitalico in Sicilia.

    Queste isole linguistiche vanno studiate alla luce dei reperti archeologici successivamente venuti alla luce a Rossano di Vaglio. Andrebbero fatte altre campagne di scavi per capire meglio le nostre lontani radici.

    Ma sono solo delle ipotesi? Abbiano tante informazioni sterili di conoscenza perchè non organizzate a sistema. Lo storico di razza non è chi dà risposte ripetendo cose già dette, ma chi sa porsi delle domande.

    Il Tumulo è un grande punto di domanda. Sotto il Tumulo potrebbero essere custodite mappe importanti per orientarci verso la nostra più remota identità. Io sono grato a Raffaello Glinni che mi ha aperto nuovi orizzonti di indagine.

  4. annalisa ha scritto:

    trovo molto interessante e piacevole apprendere dal blog..grazie soprattutto alle persone che investono una parte considerevole del loro tempo per offrire a tutti i lettori aneddoti nuovi e, direi, davvero singolari!

  5. RAFFAELLO GLINNI ha scritto:

    ringrazio , in primis, il Prof. Donato Pepe per lo spazio dedicato a tale ultimo argomento che sto studiando al fine di predisporre, una nuova trasmissione televisiva. La presenza di una c.d. isola linguistica Galloitalica in lucania , rintracciata dal Prof. G.Rolfh nel 1931 , un lunimare nella materia , mai smentita ed anzi ultimamente oggetto di nuove iniziative , testimonia ,al di là di ogni legittimo dubbio ,la presenza di popolazioni galliche in basilicata. Nel 2001 il Prof. Canio Franculli , analizzando i siti di Albano di Lucania è arrivato alla stessa conclusione, poichè l’unico paragone possibile è con i monumenti del nord europa .Tralasciando la toponomastica (Pietragalla -foresta di Gallipoli, Gallitello a Potenza,Brienza, Braida, Gallicchio ) la presenza di cerchi di pietre nella foresta di Gallipoli , la grande quantità di gioielli in ambra, tipiche dei Celti, le circa 100 monete ritrovate in lucania rappresentanti il Dio Lugh( divinità dei celti della luce ,denominato lucus in latino ,LEUCOS in greco, rappresentato da cerchi incisi sulle roccie proprio come ad Albano ),l’idendità delle sepolture a partire da V secolo a.c., è ovvio che posseggo altre prove ,tali da convicere perfino esperti Universitari in Irlanda .
    L’interesse non è accademico, poichè se l’ipotesi fosse veritiera , ci troveremo di fronte ai siti celtici piu’ a Sud di Europa, con località come Acerenza ed Albano, tali da richiamere l’attenzione dei media e dei turisti. Si potrebbe quindi tentare il gemellaggio culturare con siti celtici in Irlanda, Cornovaglia ,Galles e Scozia, dove ogni anno si recano milioni di turisti. Se anche 1% dei flussi si potesse dirottare in lucania, cio’ costituirebbe un poderoso incremento delle presenze turistiche nelle nostre zone.
    Quanto al Tumulo di Acerenza ,grazie all’intervento di Canio Bochicchio, si è mossa la Regione per acquisire dati.
    Specificio che le critiche sono utili e personalmente ,portano fortuna.Quando parlai di templari in Lucania nel 2004, sovente mi si guardava come un marziano. Non dello stesso parere furono pero’ Fabio Tamburini e Maurizio Costanzo di mediaset, e Francesca Bellino di Viaggi di Repubblica.Le ultime trasmissioni del 10 e 17 marzo sono state viste da circa 3 milioni di persone, che sommate a quelle di ” Viaggi di Repubblica (6 giugno 2006)” e della puntata del giugno 2005 di Mediaset, fanno circa 9 milioni, il tutto senza spendere un euro di soldi pubblici.
    Ringrazio infine chi si è interessato della nuova iniziativa, come sempre la Curia Arcivescovile di Acerenza, nonchè,quando risponde al cell., , Giuseppe Palo . S. Raffaello Glinni.

  6. Anonimo ha scritto:

    Ma non hai proprio niente di meglio da fare, Lello? =D

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