Dream People di Roberto Cancellara

Padre Antonio Grillo

Pubblicato da Donato Pepe il 22 giugno 2007

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Padre Antonio Grillo, missionario in Guinea Bissau, è stato detenuto nella prigione fortezza di Peniche, come prigioniero politico.
Gli organismi umanitari si sono molto spesso interessati di queste prigioni per denunciare le sevizie inflitte dalla polizia (PIDE) e la spietatezza del regime carcerario applicato in quell’ “inferno dei vivi” come veniva definito.

Padre Antonio, è animato da autentico spirito missionario, si avvicina agli africani con amore autentico, non fa distinzione di censo, di ruolo o di credo politico. La sua passione per gli indigeni insospettisce il regime portoghese di Salazar, che lo arresta come un sobillatore anti governativo. Ha subito diversi mesi di carcere duro. Poi ritenuto estraneo ai fatti che gli venivano contestati viene liberato, ed egli riprende il suo posto ed il suo lavoro.

Rientra in patria, ormai anziano e cagionevole di salute, ma gli africani non lo dimenticano e recentemente hanno dedicato al suo nome un liceo additandolo ai giovani come modello di dedizione, di impegno civile e di correttezza morale.


4 Commenti

  1. Anonimo ha scritto:

    Ammiro profondamente padre Antonio e tutti i missionari. Questo è davvero ciò che una persona “innamorata di Dio e del prossimo” dovrebbe fare! Purtroppo non tutti hanno lo spirito di padre Antonio e dei missionari in genere. E’ bene però ricordare che esistono “servi di Dio” al servizio dei bisognosi che svolgono la loro missione con vero senso di abnegazione.

  2. Antonio ha scritto:

    Tutti i preti per prepararsi ad affrontare la vita tra la gente, in parrocchia o in qualsiasi altro luogo e per temprarsi e imparare ad “amare il prossimo come se stesso” dovrebbero andare per almeno cinque anni in missione in Africa o in altra nazione del sud del mondo. A Padre Antonio Grillo va tutta la stima e l’affetto per cio che ha realizzato nei lunghi e difficili anni in Guinea prima e in Senegal poi, dove ha lasciato un’impronta indelebile della sua opera. Che Iddio Lo benedica e Lo conservi ancora per molti anni.

  3. pharmak0n ha scritto:

    Mi spiace “sfruttare” questo articolo per porre l’attenzione su un caso dal dubbio finale. Per quale motivo un prete come Padre Mario che molto ha fatto per la nostra comunitĂ  e per noi giovani Ă© stato allontanato?
    Ogni tanto bisognerebbe anche interrogarsi su questi casi dal finale nebuloso.
    Per chiudere esprimo profonda stima all’operato di Padre Antonio Grillo, sono cresciuto con Cesare che per molti di noi Ă© un amico, un compagnone, nonchĂ© motivo di confronto con luoghi e storie lontane anni luce dalla nostra realtĂ .

  4. Antonietna ha scritto:

    C’è nella vita in Acerenza, come forse in ogni comunità, forte di storia e di potere, una misteriosa presenza che prescinde la quotidianità. C’è un accadere su piani diversi, l’uno è la sintesi delle diversità individuali che spesso sfociano in lotte intestine (pensa alla politica negli ultimi tre decenni, senti le voci discordanti su ogni iniziativa, guarda i visi sempre vigili e poco inclini all’ “Ascolto”); l’altro è una “Provvidenza” apparentemente capricciosa, che sembra ignara del popolo e si esprime a prescindere dalla richiesta consapevole. E’ di questa regia la decisione delle mete e la pioggia “fertile”.
    Alcune figure hanno sfidato l’una e l’altra, penso a Padre Grillo, a Padre Mario e ad altre figure che non cito per non provocarne una destabilizzazione, i quali pur conducendo una quotidianità condivisa, sofferta, negata, hanno testimoniato che l’agire individuale può modificare gli animi e la loro incredulità all’etica della responsabilità.
    C’è ancora, nella storia di Acerenza, come forse in ogni comunità, una distanza dall’accadere e una gloria per l’accaduto!
    C’è un’epica individuale che si esprime nel presente e un’epica sociale del passato, dalla quale occorre cancellare i dissensi e promuovere icone storiche di consolidamento.
    Alcune figure hanno pensato di poter far parte della regia interpretando il potere e, come figure profetiche hanno espresso progetti lungimiranti, ma la “Provvida Storia” ne ha scardinato gli interessi.
    Enigmatica? Si, non per scelta, ma per incapacitĂ  di rappresentarmi la trama, nel mio ruolo di comparsa in questo antico teatro, che spesso sembra recitare a soggetto, e sempre piĂą spesso i protagonisti interpretano altrove.
    C’è ancora chi sceglie di essere spettatore pagato, o meglio, nullafacente, critico a vita!
    Infine, ignare presenze, riempiono di voci i tempi strategici di scene corali.
    Pirandelliana, qui dietro le quinte, penso a voce alta ed affido il mio fumetto scritto, alla libertà di interpretazione. Un pensiero di riconoscenza va alle figure dissonanti, coerenti e testarde che interpretano con fede, quella mitica “Provvidenza divina” che volge al bene umano ogni azione, non solo pensata, ma agita.

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